Sabato, 20 Luglio 2024
Cronaca

"Verità per Matteo", gli amici e la famiglia del 20enne di Colli Aniene vogliono giustizia

Sulla vicenda indagano i poliziotti del commissariato di San Basilio. Si procede per lesioni

"Verità per Matteo. Ti aspettiamo". È quanto si legge in uno striscione affisso questa mattina dagli amici di Matteo Valentini, il ragazzo di 20 anni in coma e ricoverato al policlinico Umberto I. A trovarlo alcuni passanti, in viale Sacco e Vanzetti poco dopo l'una di venerdì scorso. Proprio lì gli amici si sono radunati e hanno esteso uno striscione. 

Un grido di aiuto e di sprono verso le forze dell'ordine, che indagano. La procura di Roma ha aperto un fascicolo per lesioni gravi e omissioni di soccorso. Gli investigatori  del commissariato di San Basilio hanno acquisito le immagini delle telecamere di zona e ascoltato alcuni testimoni. Tra i primi, proprio i soccorritori di Matteo Valentini. Il giovane resta ricoverato al policlinico Umberto I e la prognosi è ancora riservata. 

Matteo ha inviato il suo ultimo messaggio ad un'amica alle 1:15. Poi sette minuti dopo è stato ritrovato sanguinante, in strada, e con la testa fracassata. Cosa è successo in quei sette minuti di buio? Se lo chiedono gli amici che ieri hanno aperto una pagina su Instragram chiamata "Verità per Matteo" e oggi, oltre lo striscione, hanno ottenuto l'autorizzazione per un sit in all'altezza del civico 112 di  viale Sacco e Vanzetti, dove il loro amico è stato ritrovato. 

Lì, alle 17, mercoledì urleranno ancora la loro rabbia per quanto successo e, soprattutto, cercheranno di inviare messaggi e energie positive al loro amico in ospedale. A dare l'allarme per primo sembra che sia stato un tassista. "Vorremmo rintracciarlo e parlare con lui per vedere se riusciamo a capire qualcosa di quello che è successo", dicono gli amici di Matteo che hanno intrapreso questa battaglia al fianco della famiglia del giovane. "Nella notte fra venerdì e sabato noi stavamo a circa 200 metri da dove è successo e non abbiamo sentito niente. Non abbiamo sentito né una macchina, né urla", ha raccontato Francesca, una delle amiche di Matteo. Le indagini continuano. Amici e parenti chiedono la verità e chi ha ridotto così il loro caro.
 

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