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Sabato, 21 Maggio 2022
Cronaca

“Non fa ridere, fa piagne”: Verdone stronca Woody Allen e Roma

Carlo Verdone parla del film di Allen su Roma e dichiara: "La sua ultima fatica è un presepe finto, in cui non ha fatto altro che giocare coi luoghi comuni. Invece Roma è diventata impossibile"

Carlo Verdone, parla del film di Woody Allen e del ritratto che il regista americano fa della città eterna e l'occasione si trasforma in una criticia appassionata e spietata alla Roma di oggi. In un'intervista pubblicata su Repubblica.it, Verdone spiega cosa pensa del film, perché Woody Allen non ha capito e saputo rappresentare Roma e poi rimprovera la sua città: “La realtà è che questa metropoli è rimasta la stessa che si vede all'inizio di Roma di Federico Fellini: ricordi la scena, l'ingorgo sul Grande raccordo anulare? Lo dico con dolore, ma siamo ancora a quel punto. Almeno Fellini ci metteva pure la poesia, oggi invece resta dolo il degrado".

Secondo Verdone quello di Allen è “Un'operazione solo turistica, la sua: si voleva fare una vacanza e basta. E dire che tutto il cinema italiano gli è andato dietro: poi si sono lamentati che sono stati quasi tutti tagliati al montaggio, ma che si aspettavano? Il film di Woody Allen sulla mia città? Non fa per niente ridere, anzi, fa piagne: è un'opera assolutamente inutile, mostra una capitale che non esiste, magari esistesse, e che secondo me non è mai esistita. Non sta né il cielo né in terra: punto.”

Quindi spiega: "Mi dispiace dirlo di Woody, ma è così: la sua ultima fatica è un presepe finto, in cui non ha fatto altro che giocare coi luoghi comuni. E' una Roma vista con gli occhi degli americani, che quando viaggiano sperano di trovarla così: gente bonacciona, un po' sguaiata, i monumenti, se mangia bbene... Roma invece è una città piena di problemi, che amo tantissimo, che mi sta a cuore, ma è diventata impossibile. E me ne sono accorto fino in fondo solo adesso, in questa trasferta di lavoro di tre mesi a Torino".

L'amarezza di Verdone è grande, tale da indurlo a pensare di non girare più in città: "Ma quale altra capitale è così? Se un ristoratore ha una licenza per un metro all'esterno, se ne prende dodici; se apre un locale, arrivano cinque posteggiatori abusivi. Ci sono posti belli come Villa Sciarra ma anche lì è tutto rotto, sulle statue dei patrioti trovi scritto 'str... chi legge'. Non è cambiato nulla da come la raffiguravano Fellini, o Pasolini: e loro lo facevano con l'occhio del poeta. La verità è che sono stanco, impegnarmi su questo mi farebbe troppo male: e infatti sempre di più sono tentato di non girare film a Roma. Dove peraltro non trovi mai il silenzio che serve su un set esterno: forse solo passeggiando al Verano, se non hai paura e sei in pace con Dio...".

Alemanno ha parlato dell'impegno necessario per migliorare Roma: “La nostra città può diventare un paradiso, ma dobbiamo impegnarci tutti”. È quanto ha dichiarato il sindaco di Roma Gianni Alemanno prima di consegnare, in Campidoglio, ai giovani studenti delle scuole medie il premio Ilaria Alpi. Rivolgendosi ai ragazzi il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha poi sottolineato ancora: «Il Campidoglio è la casa di tutti i romani, e voi ragazzi siete la nostra speranza, i cittadini del presente e del futuro. Leggendo i vostri elaborati -ha proseguito- si comprendono cose che forse gli occhi degli adulti non vedono.”
 

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