Mafia Capitale: la Cassazione assolve Maurizio Venafro, ex capo di Gabinetto di Zingaretti

Condannato in appello nel 2019 per turbativa d'asta, la Cassazione ribalta il verdetto e lo assolve con formula piena "per non aver commesso il fatto"

Maurizio Venafro, foto dal profilo Facebook del Partito democratico

La Corte di Cassazione ha assolto l'ex capo di Gabinetto della Regione Lazio Maurizio Venafro, accusato di turbativa d'asta e condannato a maggio 2019 in secondo grado a un anno con pena sospesa nell'ambito di uno dei filoni del processo Mafia Capitale. I giudici di Piazza Cavour hanno disposto inoltre un nuovo processo per Mario Monge, dirigente della cooperativa Sol.Co., condannato a un anno e 4 mesi. 

L'ex braccio destro di Nicola Zingaretti era stato già assolto in primo grado con formula piena. I fatti contestati si riferivano all'affidamento della gara d'appalto per l'assegnazione del servizio Cup della Regione Lazio nel 2014. "La Procura di Roma ancora una volta viene smentita. Venafro è stato perseguito ingiustamente". Lo affermano gli avvocati Maurizio Frasacco e Gianpiero Mendala, difensori di Venafro.

"Personalmente non ho mai avuto dubbi sulla sua correttezza e onestà" ha commentato il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti. "La notizia della fine di questo processo è quindi una grandissima gioia. Ora mi sento in dovere di ringraziare Maurizio, perché cinque anni fa, senza che io gli chiedessi nulla, alla notifica dell'avviso di garanzia, decise di rassegnare subito le dimissioni dall’importante ruolo che ricopriva. Non era un atto dovuto, ma Maurizio fece questa scelta a difesa dell’istituzione per cui lavorava, per metterla al riparo da polemiche e campagne mediatiche. Maurizio ha affrontato questa prova durissima da galantuomo, scegliendo di difendersi nel processo, non dal processo. A lui e alla sua famiglia un grandissimo abbraccio".

A commentare la notizia anche il Partito democratico del Lazio."Anni di attacchi sui giornali da parte della destra (e dei 5 Stelle), anni di bugie e di fango rovesciato anche su Nicola Zingaretti e sul PD. 5 anni fa Maurizio Venafro, capo di gabinetto della Regione Lazio, si dimise in seguito a questa inchiesta, lo fece spontaneamente e solo per motivi di opportunità, con una lettera bellissima nella quale confidava nella magistratura. Con il garantismo di chi si difende nei processi. Con la testa alta di chi sa di essere una persona perbene. 5 anni di attesa per un verdetto inappellabile e definitivo".

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"Maurizio Venafro è stato assolto ieri dalla Cassazione con formula piena 'per non aver commesso il fatto' in riferimento all'accusa di turbativa d'asta che gli era stata mossa. Per 5 anni e mezzo ha sofferto. Neanche per un attimo ho dubitato. Mi è rimasto nel cuore in ogni momento. Oggi è per me una giornata di commozione liberatoria". Così Goffredo Bettini, membro della direzione nazionale del Pd.

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