Lunedì, 22 Luglio 2024
Cronaca

Incidente sul lavoro, il tetto del capannone cede e precipita da 10 metri: Valerio Salvatore muore a 29 anni

Abitava a Villa Gordiani. Sul caso indagano i carabinieri e la Procura di Velletri che ha aperto una indagine per omicidio colposo

Ancora una morte sul lavoro. Dopo il caso di Satnam Singh, un'altra vittima nel Lazio. Valerio Salvatore, un ragazzo di 29 anni di Roma, è morto cadendo da circa dieci metri di altezza, dal tetto di un'azienda a Campoleone, in provincia di Latina.

Valerio Salvatore lavorava per l'impresa Fazel Impianti come elettricista e operaio e lo scorso venerdì 21 giugno, ed è morto mentre si trovava in una ditta sulla Nettunense, tra Aprilia e Lanuvio. Stava svolgendo lavori per sistemare un cavo elettrico su parte del tetto del capannone che, secondo quanto appreso, presentava delle parti in eternit. A un certo punto, per cause al vaglio di chi indaga, il tetto ha ceduto facendo precipitare il lavoratore 29enne. 

Morto sul lavoro 

Immediato è scattato l'allarme al personale del 118. Nonostante i tentativi di rianimazione, per Valerio Salvatore non c'è stato nulla da fare. Sul posto, oltre i medici, anche i carabinieri di Lanuvio, il personale del servizio prevenzione e sicurezza del lavoro e della Asl. Adesso si indaga per ricostruire la dinamica della tragedia.

La Procura di Velletri, come atto dovuto per svolgere una serie di indagini, ha aperto un fascicolo per omicidio colposo. L'obiettivo sarà quello di verificare le condizioni di sicurezza sul lavoro. La porzione del capannone dove è avvenuto il cedimento, "marcia" vedendo le prime immagini scattate, è stata sequestrata. Ora la famiglia vuole risposte e giustizia.

Chi era Valerio Salvatore

Valerio Salvatore, originario di Villa Gordiani, viveva con la sua compagna nella Capitale. Era tifosissimo della Roma e molto attivo nel volontariato. Nel 2018 aveva ottenuto l'attestato di istruttore Blsd per avere le competenze necessarie per insegnare le manovre di rianimazione cardio-polmonare.

Valerio Salvatore aveva frequentato la scuola di elettricista al Don Bosco sulla Prenestina. Saputa la notizia in molti lo hanno voluto ricordare. "Un ragazzo d'oro, sempre solare e rispettoso con tutti. Era educatissimo e gentile. Eravamo sempre lì i sabati e domeniche a commentare le partite del Villa Gordiani. Poi gli anni di scuola al Don Bosco. Non ci posso pensare", lo ricorda Michael a RomaToday. 

"Valerio era il mio migliore amico. Racconterò a mio figlio di quanta bontà, gentilezza e purezza può esistere nel mondo, anche se a volte non si riesce a vederla, e gli racconterò di te che la trovavi sempre in ogni cosa, e riuscivi a farla cogliere a tutte le persone che avevi intorno. Era un ragazzo d'oro, amato e stimato da tutti quelli che lo hanno conosciuto", il pensiero di Erika. E poi ancora Ignazio, compagno nel corso Blsd, che posta sui social un po' di foto con Valerio: "Hai lasciato un vuoto incolmabile. Voglio ricordarti così, sorridente, e da lassù aiutaci ad aiutare".

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