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Foto dalla Regione Lazio

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Secondo giorno di vaccinazioni a Roma: oggi 410 dosi. La Rettrice della Sapienza: "Anche io farò il vaccino"

D'Amato: "E' stato predisposto dal Questore di Roma un puntuale piano tecnico che ha garantito l'arrivo in sicurezza dei vaccini nei luoghi delle somministrazioni"

Roma e gran parte del Lazio (la zona nord), stanno vivendo la seconda giornata dei vaccini anti Covid. Dopo il Vax-Day del 27 dicembre con la giovane Claudia Alivernini, infermiera 29enne romana prima a ricevere la dose del vaccino Pfizer-Biontech insieme ad altri suoi quattro colleghi, oggi sono 490 i vaccini somministrati nel Lazio, 410 a Roma.

"Tutto si sta svolgendo regolarmente e desidero ringraziare la Polizia di Stato, l'Arma dei Carabinieri e la Guardia di Finanza per la preziosa attività che stanno svolgendo per garantire gli arrivi in piena sicurezza dei vaccini depositati all'Istituto Spallanzani. E' stato predisposto dal Questore di Roma un puntuale piano tecnico che ha garantito l’arrivo in sicurezza dei vaccini nei luoghi delle somministrazioni", ha commentato l'assessore alla sanità laziale Alessio D'Amato in visita oggi nelle province di Rieti e Viterbo. 

In particolare all'ospedale San Camillo De Lellis sono stati vaccinati Sara Miele (infermiera), Elio Naviganti (infermiere), Sara Di Sabantonio (infermiera), Donatella Novelli (infermiera) e Massimiliano Angelucci (medico). All'ospedale Belcolle di Viterbo sono stati vaccinati Paola Perugi (infermiera), Silvia Acquilanti (medico), Giulio Starmini (medico), Giuseppe Cimarello (medico) ed Elisa Santori (medico).

Oggi oltre le due città del nord del Lazio saranno somministrati vaccini nella Asl Roma 1 (80 dosi), Asl Roma 2 (80 dosi), Asl Roma 3 (50 dosi), il Policlinico Umberto I (50 dosi), l'AO Sant'Andrea (20 dosi), il Policlinico Tor Vergata (30 dosi), il Policlinico Gemelli (50 dosi), il Campus Bio-Medico (20 dosi) e l'ospedale pediatrico Bambino Gesù (30 dosi).

Al Gemelli di Roma, dopo le prime 50 vaccinazioni, a partire dal 4 gennaio si riprenderanno le somministrazioni di vaccino, al ritmo di 450 al giorno. L'obiettivo, fanno sapere dell'ospedale, è quello di "somministrare a tutti entrambe le dosi vaccinali, a distanza di 3 settimane una dall'altra, entro i tempi previsti, che sono di appena 40 giorni".

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"Tra i 6.500 prenotati figurano dipendenti della Fondazione (circa il 65% dei 5 mila dipendenti del Gemelli ha finora aderito alla campagna vaccinale), studenti, specializzandi e dottorandi dell'Università Cattolica, campus di Roma, ma anche personale delle ditte dei service esterni che lavorano per il Gemelli. L'ordine di vaccinazione viene stabilito in base al rischio di esposizione e alle priorità assistenziali. - spiegano le fonti sanitarie - Inizialmente saranno vaccinati gli operatori sanitari dedicati all'assistenza nei reparti Covid di Gemelli e Columbus e quelli dei reparti ordinari. Anche chi ha avuto Covid-19 potrà essere vaccinato, ma solo nell’ultima finestra di prenotazione".

Fermento anche al Policlinico Umberto I dove si sono vaccinati 20 infermieri, 10 medici e specializzandi dei reparti Covid, tecnici di radiologia, operatori socio sanitari. Poi sarà la volta anche degli altri. "Questo è solo il primo passo di una campagna vaccinale in cui crediamo molto e per la quale ci siamo preparati, attraverso attività di sensibilizzazione e promuovendo l'adesione preventiva al vaccino affinché la macchina della distribuzione sia efficiente spiega la rettrice della Sapienza Antonella Polimeni  - Anche io farò il vaccino, seguendo le indicazioni e l'ordine di priorità che sono stati stabiliti, già entro la fine dell'anno, portando una testimonianza concreta di quanto sia indispensabile che tutti facciano la propria parte".

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Oggi, inoltre, sono stati vaccinati anche i primi 30 operatori sanitari dell'ospedale pediatrico Bambino Gesù. Si tratta di medici e infermieri dell'Unità operative di Vaccinologia, della Pediatria multispecialistica di Palidoro e della Medina del Lavoro, che saranno poi direttamente impegnati nella vaccinazione degli altri operatori dell'Ospedale esposti al rischio di contagio da SARS-CoV2.  

"È un momento storico per il nostro Paese e il nostro Ospedale - ha dichiarato la presidente dell’Ospedale, Mariella Enoc - Un segno di speranza che invita a proseguire con più fiducia la nostra battaglia contro questo terribile virus che ha stravolto le nostre vite. Dobbiamo essere davvero grati agli scienziati e fiduciosi nella ricerca, che va sostenuta economicamente, a partire dai giovani ricercatori".

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