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Usura e commercianti sovraindebitati, Antonio Patitucci (sindacato poliziotti): “Sul territorio siamo troppo pochi”

Allarme del segretario generale SILP CIGL Roma e Lazio: “In città l’unica attività che vedo fiorire è il traffico di droga. Nei prossimi 5 anni 40mila agenti in meno”

“Noi siamo sulle volanti tutti i giorni e io quando guardo Roma sono molto preoccupato. L’unica attività fiorente che vedo è quella dello spaccio di droga. La pandemia sta rafforzando il crimine organizzato e questo mi allarma”: parola di poliziotto. Così infatti Antonio Patitucci, segretario per Roma e Lazio del sindacato dei poliziotti SILP CIGIL ai microfoni di RomaToday, commenta le risultanze dello studio “Legalità ci piace! L’usura ai tempi del Covid: cresce il rischio per le piccole imprese del commercio e dei servizi a Roma”. Uno studio che riporta alcuni dati allarmanti: il 30% degli esercenti romani, per colpa della fase Covid19, sta seriamente pensando di non riaprire i battenti: “Per il 42% degli imprenditori del commercio, alloggio e ristorazione è aumentata la pressione della criminalità sulle imprese e per il 19% l’usura è molto o abbastanza diffusa sul proprio territorio”, scrive Confcommercio: “Le forze dell’ordine sono ritenute il soggetto più vicino agli imprenditori minacciati (per il 36% degli intervistati), ma il 32% degli imprenditori si sente solo di fronte alla criminalità”.

Forze dell’ordine insufficienti

“Il motivo è presto detto”, spiega Patitucci: “Siamo pochi. Del tema del contrasto al racket e all’usura si parla tanto, ci sono tanti convegni, ma io di investimenti ne vedo pochi. Le forze dell'ordine sono considerate un riferimento per il sistema produttivo, ma lavoriamo con difficoltà. Nel corso dei prossimi 4 o 5 anni perderemo poco meno di 40mila addetti e agenti che andranno in pensione, questo vuol dire che col blocco del turnover avremo circa 60mila persone su strada. I concorsi vanno a rilento e ciò vuol dire che dovremo scegliere se far uscire le pattuglie la mattina o il pomeriggio, le attività investigative si intaseranno: quelle ordinarie, figuriamoci quelle su usura e racket. Io vedo tante parole ma in termini di risorse nessuno si interessa alle concrete esigenze sul territorio”.

Quelle offerte troppo strane da insospettabili 

Usura e racket, ci spiega, sono sempre più insidiosi: “Io ho una testimonianza personale. Un commerciante di mia conoscenza mi ha segnalato che un colletto bianco, insospettabile, si è avvicinato offrendogli un prestito a condizioni competitive e con tassi per nulla usurari. La sorpresa, per così dire, arriva dopo; oggi la criminalità organizzata mira al consenso, a conquistare una posizione di vicinanza, di cordialità con l’economia legale. Magari viene proposto di rilevare il negozio al 49%, lasciando così il titolare formalmente operativo, ma diventando i reali padroni dell’esercizio. Si sa che la criminalità organizzata”, continua, “ha liquidità che arriva dal commercio di droga, di armi, oggi persino dal traffico di combustibili con insediamenti in Nordafrica”. Davanti a un’offerta troppo allettante, la parola d’ordine è allora sempre la stessa: “Rivolgersi immediatamente alle forze dell’ordine che potranno aiutare a valutare se quell’offerta è sui binari della legalità o affidare il soggetto alle reti di tutela come le associazioni antiusura”. Con il taglio del personale e degli investimenti, però, questa alleanza per l’economia pulita e la legalità è sempre più debole: “Le forze dell’ordine possono affrontare il problema solo quando è troppo tardi”, conclude Patitucci: “Il problema è politico”. 

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