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Usura ed estorsioni a Talenti: imprenditore coraggioso denuncia il “sistema”

L’indagine dei Carabinieri ha portato all’arresto di un uomo: nove le vittime della rete tra il 2015 e il 2017

I Carabinieri della Compagnia Roma Montesacro hanno arrestato un uomo, romano, G.P., ritenuto responsabile di abusiva attività finanziaria, in esecuzione di un’ordinanza emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Roma, su richiesta della locale Procura della Repubblica. Per la stessa indagine i militari hanno anche dato corso ad un decreto che dispone il sequestro preventivo di un immobile, del valore di circa 400.000 euro, a Sant’Angelo Romano (RM).

Usura ed estorsioni a Talenti

Il destinatario della misura cautelare e altri tre soggetti sono indagati, a vario titolo, anche di tentata estorsione, usura, abusiva attività finanziaria e trasferimento fraudolento di valori. 

Le attività investigative, svolte tra i mesi di settembre 2016 e gennaio 2018, coordinate dalla Procura della Repubblica di Roma - pool reati contro il patrimonio - delegate ai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Roma Montesacro hanno consentito di accertare l’esistenza di un articolato sistema usurario, gestito dall’odierno arrestato. 

Imprenditore coraggioso denuncia gli usurai

L’indagine, scaturita dalla denuncia presentata da un imprenditore del quartiere Talenti, ha consentito di accertare che ben 9 vittime, tra il 2015 ed il 2017, si erano rivolte all’arrestato per ottenere prestiti di denaro, in alcuni casi con tassi usurai: le vittime, a fronte del prestito iniziale dovevamo restituire capitale ed interessi, ben al di sopra del tasso soglia per l’usura, entro 20 settimane pagando rate settimanali.

Un arresto nell’indagine su usura ed estorsioni a Talenti

La richiesta della Procura di misura cautelare personale della effettuata nei confronti del solo G.P. è stata accolta dal Gip che ha ritenuto sussistente l’attualità del pericolo di reiterazione in relazione alla abusiva attività finanziaria esercitata dall’indagato; altrettanto concorde è stata la valutazione del Gip in ordine alla richiesta di misura cautelare reale fondata su un solido compendio probatorio, a carico di altro coindagato, per il delitto di trasferimento fraudolento di valori che ha permesso il sequestro preventivo dell’immobile riconducibile a G.P.
 

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