Martedì, 27 Luglio 2021
Cronaca

Dal tentato suicidio al coraggio di denunciare: così un barista ha fermato gli usurai di Roma Sud

L'uomo, precipitato in un incubo di minacce e persecuzioni, nel 2019 salì su un cornicione deciso a gettarsi di sotto. Al poliziotto che lo convinse a scendere, alla fine, ha raccontato tutto

Da un lato il coraggio dettato dalla disperazione di un uomo che si sentiva in trappola, sull’orlo - letteralmente - del precipizio. Dall’altro la capacità di un poliziotto di entrare in sintonia con quella disperazione, e di trasformarla nella chiave per sgominare un giro di usura che ha mietuto decine di vittime.

All’indomani dall’applicazione di quattro misure cautelari nei confronti di altrettanti uomini responsabili di avere messo in piedi un giro di strozzinaggio, il quadro in cui agivano si delinea sempre più chiaramente e ne emerge la figura che ha fatto partire le indagini: il titolare di un bar di Monteverde che nel 2019 è salito sul cornicione di un palazzo minacciando di gettarsi nel vuoto, e che alla fine si è sfogato con l’agente di polizia intervenuto per fermarlo, dando il via all’inchiesta.

I quattro arrestati, tutti tra i 29 e i 65 anni d’età (tra cui padre e figlio) sono accusati di avere prestato soldi a persone in difficoltà economiche e di avere chiesto in cambio interessi da capogiro (sino quasi al 500% su base annua), minacciandoli di botte e in alcuni casi anche di morte.

Le vittime preferite, avvicinate nei dintorni di un caf di Porta Portese, erano piccoli imprenditori e liberi professionisti, ma anche persone affette da ludopatia o da patologie che richiedono fondi per finanziare le spese mediche. Persone che in alcuni casi avevano già svuotato il conto in banca e ipotecato casa per cercare di far fronte alla continua emorragia di denaro, e che disperate erano cadute nella rete.

Vittime perseguitate con insulti e minacce: "Ho amici in questura, tanto ti trovo"

Una volta prestato il denaro iniziavano le pressioni per farsi restituire la somma, maggiorata, nel giro di pochi giorni. E se la vittima non riusciva - prevedibilmente - a trovarli partivano le minacce e gli insulti: “Ti spacco la testa, brutto infame, ti conviene scappare e nasconderti ma tanto ti trovo - è una delle intercettazioni - ho amici che lavorano in questura, c’è un esercito che ti cerca”. 

Quando le vittime cercavano di prendere tempo venivano incalzate e perseguitate da continue chiamate e messaggi tramite ogni canale a disposizione, tutto concertato dai quattro, che a volte fingevano di non conoscersi per cercare di applicare la tecnica del “poliziotto buono, poliziotto cattivo”.

Le indagini della Squadra Mobile, coordinate dalla Procura di Roma, hanno portato allo scoperto casi disseminati tra Eur, Tintoretto, Marconi, Appio, Portuense e Monteverde, anche se la base operativa degli usurai era di fatto Laurentino. Un vaso di Pandora scoperchiato dal barista di Monteverde che nell’ottobre del 2019 era pronto a togliersi la vita per far finire l’incubo, e che alla fine ha trovato il coraggio di reagire. Una volta inserito in un programma di protezione dalla pm Giulia Guccione e dall’aggiunto Lucia Lotti ha iniziato a raccontare, descrivendo nel dettaglio quanto sofferto.

La sindaca Raggi: "Il microcredito alternativa legale e sicura all'usura"

“Non possiamo permettere che quando c'è una crisi la prima risposta arrivi dalla criminalità - è stato il commento della sindaca Raggi alla notizia degli arresti - Non possiamo permettere a gente senza scrupoli di approfittare della disperazione delle persone, di chi non sa come andare avanti perché ha perso il lavoro, o rischia di chiudere la propria attività".

"A chi pensa che non ci siano alternative all'usura, che l'unica soluzione per non affondare sia quella di rivolgersi agli strozzini dico: una via sana, legale, sicura e rapida esiste - ha sottolineato ancora Raggi - È il microcredito. A Roma abbiamo aperto un fondo da 3 milioni destinato proprio a chi non ha le garanzie accettate dalle banche e si vede trascinare in una spirale verso il basso. Sono diverse le persone che ne hanno già beneficiato e che hanno ammesso che, se non fosse stato per il microcredito, non avrebbero avuto altra scelta se non quella disperata dell'usura".

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