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Venerdì, 19 Aprile 2024
Cronaca Ostia  / Via delle Ebridi

Il cognato del boss che ha truffato la troupe di Suburra affittando locali Ater senza permesso

A finire nei guai Rosario Ferreri, cognato del boss Terenzio Fasciani, fratello di "don" Carmine. I garage dell'ente occupati dal clan sarebbero stati "affittati" senza alcun titolo anche per le riprese della serie tv

Ormai i box dell'Ater di quella parte di Ostia, quella di via delle Ebridi, erano roba "sua" tanto da affittarli a stranieri che li usavano come abitazioni o alle troupe delle serie tv per trasformarli in location per le loro riprese. Rosario Ferreri, già nei guai per aver nascosto un fucile da cecchino tra i materassi che poi vendeva e coinvolto nell'operazione Nuova Alba che ha decapitato i gruppi dei Fasciani, Triassi e D'Agati, in quel quadrante di municipio aveva di fatto insediato la sua roccaforte. 

Il 64enne cognato del boss Terenzio Fasciani - fratello di "don" Carmine - si era "preso" letteralmente 75 box nella via di palazzoni popolari che divide Ostia con Ostia Nuova. Una zona strategica. Lì, secondo le indagini dei carabinieri e della direzione distrettuale antimafia, Ferreri avrebbe occupato i locali del complesso L di via delle Ebridi, al civico 95. Cantine dell'Ater prese senza permessi e utilizzate di fatto per controllare il territorio. Locali che venivano affittati, appunto, anche come set per le fiction, come nel caso di Suburra.

Dopo l'operazione dello scorso gennaio, sono arrivati altri guai per Ferreri. I carabinieri del nucleo investigativo di Ostia, su delega della direzione distrettuale antimafia di Roma, gli hanno infatti notificato la misura degli arresti domiciliari. Il cognato del boss è gravemente indiziato di "estorsione aggravata dal metodo mafioso, truffa, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e occupazione abusiva di immobili".

I box dell'Ater affittati senza permesso

Secondo le indagini, Rosario Ferreri avrebbe infatti truffato la casa di produzione cinematografica impegnata nelle riprese di Suburra. Il 64enne, per la realizzazione di alcune scene, avrebbe locato, pur essendone occupante abusivo, i 5000 metri quadri di locali di proprietà dell'Ater di via delle Ebridi, ricevendo oltre 9.000 euro.

Non solo. Ferreri avrebbe anche favorito l'immigrazione clandestina, concedendo in affitto a stranieri irregolari che vivevano ad Ostia, uno degli immobili da lui in precedenza abusivamente gestiti. Il box era vicino al suo negozio di materassi e per quella "casa" di fortuna, chi ci viveva pagava 500 euro al mese.

L'estorsione al lavoratore in nero

Occupazioni abusive, ma anche forza di intimidazione. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, Ferreri avrebbe commesso anche una estorsione ai danni di un suo lavoratore in "nero", "colpevole" di aver richiesto la retribuzione di una giornata di lavoro. Ferreri, proprio nel "suo" territorio di via Ebridi e davanti ai residenti, avrebbe prima minacciato verbalmente e poi con delle forbici il lavoratore, quindi lo ha colpito con una sedia di metallo, ferendolo con un profondo taglio cutaneo alla schiena.

Secondo gli inquirenti questo atteggiamento di Ferreri sarebbe avvenuto con l'aggravante dal "metodo mafioso", perché idoneo a "esercitare sulla vittima la particolare coartazione e l'intimidazione proprie delle organizzazioni mafiose, nonché in grado di consolidare la reputazione criminale dell'uomo, di potenziare il suo controllo del territorio e delle attività economiche".

Un atteggiamento che gli avrebbe fatto "accrescere la sua influenza e il modo in cui la stessa viene percepita dai residenti, anche in virtù dei legami personali e parentali con la criminalità organizzata".

L'occupazione di un appartamento

Le indagini, infine, hanno anche consentito di individuare indizi in ordine all’invasione e conseguente occupazione abusiva – da parte dell’uomo e della di lui compagna – di un altro appartamento sito nel complesso residenziale di via delle Azzorre, di cui il Gip ha disposto il sequestro preventivo, in attesa della restituzione all’Ente gestore, Comune di Roma.

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