Coronavirus Roma, false raccolta fondi per Spallanzani e San Camillo: oscurate due pagine web

Per questo evitare che qualche malintenzionato possa giovare della beneficenza dei cittadini e "intercettare" somme di denaro destinate a fini benefici, la Polizia Postale sta effettuando un'ampia attività di monitoraggio nel web

Credit Pixabay

Le truffe, ai tempi del coronavirus, stanno aumentando sempre di più: dai falsi tamponi, fino alla raccolta dei rifiuti. Senza poi dimenticare le sedicenti raccolte fondi sul web. La Polizia Postale sta effettuando un'ampia attività di monitoraggio e ne ha scoperte due.

La prima delle iniziative riguarda una raccolta fondi in favore della terapia intensiva dell'Ospedale Spallanzani di Roma. L'iniziativa, pubblicizzata sulla nota piattaforma internazionale per la raccolta fondi Gofundme (che è assolutamente estranea agli illeciti accertati) si prefiggeva l'obiettivo di raggiungere la somma di 100mila euro. 

Per rendere ancor più credibile l'iniziativa, all'interno della pagina web c'era il logo della Regione Lazio senza nessuna autorizzazione. 

Un'altra raccolta fondi illecita era pubblicata su una specifica pagina Facebook e, in questo caso, l'apparente beneficiario delle somme raccolte sarebbe stato l'ospedale San Camillo. Le indagini hanno però consentito di accertare che l'ospedale non era a conoscenza della raccolta fondi e che le somme di denaro donate sarebbero confluite su una carta di credito ricaricabile intestata a una persona di Roma. 

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Per tali motivi, la Polizia Postale, coordinata dal pool reati informatici della Procura della Repubblica di Roma, nella mattinata odierna ha provveduto ad oscurare le due pagine web, mentre continuano le indagini per identificare ulteriori responsabili dei reati di truffa aggravata.

Nell'ambito delle indagini, sono state denunciate all'Autorità Giudiziaria due persone nate e residenti a Roma, un pensionato e la figlia, perché responsabili della tentata illecita raccolta fondi in favore dell'ospedale San Camillo. 

Gli indagati sono stati sottoposti a perquisizione e gli uomini della Polizia Postale e delle Comunicazioni hanno proceduto al sequestro del conto corrente virtuale collegato alla carta di credito ricaricabile indicata per le donazioni, conto sul quale, grazie al tempestivo intervento non sono confluite somme di euro. 

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