Cambio di valuta con il tavolino a doppio fondo: truffa da 300 mila euro

Tre romeni e un italiano hanno tentato un raggiro "rip-deal" ai danni di un imprenditore pugliese: promettendo guadagni inesistenti gli avrebbero rubato 300mila euro

Un cambio di valuta con la promessa di guadagni considerevoli in occasione del trasferimento di denaro fa gola a tutti, soprattutto agli imprenditori. Peccato che si tratti di una truffa: la "rip-deal", letteralmente affare strappato, che tra l'altro va sempre più 'di moda'. Questo è il tipo di raggiro che tre rom e un italiano stavano per mettere in atto ai danni di un imprenditore pugliese.

L'uomo dopo avere conosciuto i malfattori in rete, per un annuncio di vendita di due immobili, aveva deciso di incontrarli a Roma. Le indagini, che hanno portato alla denuncia della banda, erano partite dopo la segnalazione di un carabiniere che aveva notato i tre rom e l'italiano aggirarsi nei pressi di un lussuoso hotel di via Vittorio Veneto, lo stesso dove era di stanza l'imprenditore pugliese. 

COS'E' IL RIP-DEAL E COME SI RICONOSCE

Così, sono cominciati gli appostamenti e i carabinieri sono riusciti a fermare l'italiano mentre saliva su un taxi, davanti l'albergo, con un pesante bagaglio. All'interno del borsone c'era un tavolo 'magico' smontato che sarebbe servito per il raggiro. I quattro infatti, tramite un cassetto a doppio fondo, avrebbero sostituito i soldi 'veri' dell'imprenditore con quelli loro 'falsi'. Trovare gli altri complici non è stato difficile. I tre, in doppio petto, Rolex e Mercedes, erano in un lussuoso bar di via Vittorio Veneto in attesa della buona riuscita 'dell'affare'. 

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L'italiano, 28 anni, e i tre rom, 40, 38 e 37 anni, sono stati denunciati per tentata truffa aggravata in concorso. A tirare un sospiro di sollievo invece è stato l'imprenditore pugliese che credeva di potere guadagnare undici milioni di euro e invece ne avrebbe persi trecentomila.

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