Cronaca

Vendeva auto noleggiate: truffati anche giocatori della Roma

Sono Philippe Mexes, Mirko Vucinic Matteo Ferrari e Carlo Zotti gli ex calciatori truffati. Le auto, vendute erano a nolo

Sono Philippe Mexes, Mirko Vucinic Matteo Ferrari e Carlo Zotti gli ex calciatori della Roma vittime della truffa milionaria nella Capitale per la quale è stato arrestato un romano di 43 anni con precedenti. Tra i truffati, oltre ai calciatori, ci sono anche alcuni professionisti. L'uomo raggirava i clienti commerciando delle auto che non erano "in conto vendita", ma concesse in locazione da una società di noleggio a cui non venivano mai restituite. Infatti, l'uomo  noleggiava le auto per poi venderle come se fossero sue, attraverso un concessionario.

LA DENUNCIA - L’indagine nasce dalla semplice denuncia-querela di un privato cittadino presso il Commissariato “Porta Pia”. L’uomo dopo aver acquistato due autovetture presso la concessionaria, poi rivelatasi fittizia, non era riuscito ad entrare in possesso del passaggio di proprietà dei veicoli e dopo svariati tentativi, andati a male, di mettersi in contatto con il venditore si è rivolto alla Polizia.
Avviate le indagini, gli investigatori hanno scoperto che le autovetture non erano affatto “messe in conto vendita” ma erano autovetture concesse in locazione da una società di noleggio a cui non furono mai restituite.

LE INDAGINI - Dalle indagini è emerso che l’arrestato è, di fatto,  l’amministratore di una società che vende autovetture, ma la cui attività é spesso finalizzata al facile guadagno a spese di ignari clienti, società finanziarie o di leasing, società di noleggio e da ultimo, lo Stato (l’evasione fiscale è stata quantificata in 18 milioni di euro, probabilmente finiti nelle tasche dell’arrestato).

TRUFFA - Non solo gli indagati sono accusati di aver venduto come proprie o “in conto vendita” autovetture appartenenti a società di noleggio inconsapevoli o privati cittadini a cui non arrivava mai il pagamento dell’auto, ma ottenevano, per conto dei loro clienti o aspiranti tali, consistenti finanziamenti da ignare società di credito al consumo o finanziarie.
In particolare, riempivano i moduli per le richieste di finanziamento con i dati anagrafici e di reddito di ignari clienti, a cui richiedevano la fotocopia dei suddetti documenti, falsificando la firma. In questo modo C.L. e i suoi complici sono riusciti a carpire fraudolentemente ad una società finanziaria 80 mila euro attribuendo falsamente la richiesta a quattro calciatori di serie A, clientela interessata all’acquisto di autovetture.
Altri 144 mila euro complessivi sono stati carpiti, con lo stesso metodo, a quattro diverse finanziarie per quattro diversi contratti. I clienti, così, si trovavano a ricevere solleciti di pagamenti per finanziamenti mai richiesti, finendo iscritti tra i debitori di tali società.
 
BANCAROTTA FRAUDOLENTA - Mentre le società truffate si affrettavano a richiedere la restituzione del maltolto, l’arrestato e gli altri soci avevano svuotato le casse. I tre sono accusati, infatti,  di bancarotta fraudolenta attraverso l’omessa fatturazione di vendite per circa 3 milioni e mezzo di euro oltre l’IVA, occultamento di ricavi attraverso fatture diverse da quelle emesse alla clientela (la fattura da decine di migliaia di euro per un’auto di grossa cilindrata viene sostituita da una fattura per l’acquisto di un navigatore satellitare da poche centinaia di euro), omessa registrazione di operazioni comportanti uscite di cassa. Si calcola che il passivo fallimentare ammonti a 26 milioni di euro. Sparito il libro mastro e mancano le scritture contabili, in parte riemersi con le perquisizioni.
Diversi assegni sono stati trovati dagli investigatori tratti a favore dell’arrestato e altri prestanome.
 

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