Domenica, 20 Giugno 2021
Cronaca

Velletri, truffa alle assicurazioni: sinistri gonfiati per maxi risarcimenti

Un avvocato arrestato e cinque medici sospesi: documentavano danni fisici maggiori su incidenti occorsi realmente. Giro d'affari per centinaia di migliaia di euro

Era una truffa ben ordita e dai meccanismi ben funzionanti quella scoperta e smantellata dai carabinieri della compagnia di Velletri che, partendo da alcuni indagini relative a tutt'altro reato, quello dell'usura, sono arrivati a svelare e arrestare gli ingranaggi della frode. La truffa era a danno delle assicurazioni automobilistiche, il sistema non troppo originale ma ben redditizio: inventare sinistri o gonfiare i referti di quelli avvenuto. Lo scopo uno soltanto: contrarre profitti molto alti.

INDAGATI E ACCUSE - Gli accusati sono tutti professionisti della zona, sono sei persone. La mente della truffa sarebbe un avvocato di Velletri, molto conosciuto nella cittadina e  nei comuni vicini, finito agli arresti domiciliari. L'avvocato, specializzato nella risoluzione dei sinistri stradali guidava le operazioni degli altri indagati: cinque medici della zona, sospesi al momento dall'esercizio della professione. Lavoravano tutti negli ospedali di Velletri e Albano.
L'avvocato sarà interrogato dal Gip e per la conferma della misura cautelare.
Il reato contestato, invece, è quello di concorso in falso ideologico in certificati commessi da pubblico ufficiale o da persone esercenti servizio di pubblica necessità, sancito dall'articolo 642 del Codice Penale.

L'USURAIA – La frode è stata scoperta grazie a un'operazione precedente dei carabinieri di Velletri, denominata “Fake Pay” e risalente al giugno 2010. In quella circostanza furono arrestate 4 persone e determinato un obbligo di firma per reati connessi all'usura. In particolare emerse una figura quella della cosiddetta “usuraia”. La donna, non si limitava a svolgere la sua attività di strozzinaggio, ma si rivolgeva anche alle vittime che avevano bisogno di soldi suggerendogli di andare dall'avvocato finito oggi ai domiciliari per organizzare finti incidenti stradali. Questo il primo indizio che ha portato i carabinieri sulle tracce della truffa e che, concretamente, si materializzava nell'operazione “Fake Pay 2” del dicembre 2011 in cui sono stati sequestrati alla donna 2 milioni di euro in beni.

LA TRUFFA – Quindi, si è aperto il nuovo filone di indagine denominato “Crash” e incentrato completamente sulla frode alle assicurazioni.
La truffa avveniva principalmente in due modi: o con incidenti simulati o attraverso incidenti gonfiati.  Nel primo caso, all'avvocato arrivava la richiesta di ordire la truffa, lui allertava i medici e questi redigevano dei referti che falsi, spesso senza neanche visitare il falso ferito.
Quando invece l'incidente era gonfiato, spesso il cliente dell'avvocato non sapeva neanche di finire dentro una truffa. Il legale presentava all'assicurazione i danni relativa all'automobile e, all'insaputa del cliente, aggiungeva anche il certificato medico falso, da cui otteneva nuovi risarcimenti dalle assicurazioni che teneva solo per sé e i medici complici.

I carabinieri fino a oggi hanno accertato solo 40 pratiche che hanno portato a un giro di affari di circa un milione di euro. Le indagini proseguiranno e i militari sono certi di scoprire molti altri casi che possono arrivare a comprendere tutta la zona a sud di Roma e diverse compagnie d'assicurazione.
 

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Velletri, truffa alle assicurazioni: sinistri gonfiati per maxi risarcimenti

RomaToday è in caricamento