Cronaca Flaminio / Via Riano

"Caro Codacons". L'ira dei romani per il caos causato da Trony

Il Codacons ha deciso di organizzare una class action e sul blog di Rienzi arrivano decine di testimonianze di cittadini infuriati

Smaltita la coda a Ponte Milvio ai romani resta da smaltire la rabbia. Ore passate in auto, imbottigliati in code immobili, appuntamenti mancati, ore di lavoro perse e lavate di capo dai superiori, vacanze saltate e prezioso carburante sprecato. Il cittadino che ha deciso di denunciare Trony per non aver potuto assistere alla laurea della moglie si trova in buona compagnia.
 
Sono infatti decine i messaggi di indignazione e protesta pubblicati in nemmeno ventiquattro ore sul blog di Carlo Rienzi, Presidente di Codacons. E tutti concordano nel dire che inaugurare il punto vendita Trony di giovedì è stata una follia. "Caro Codacons, oggi l'hanno fatta proprio grossa: inaugurare Trony alle otto di giovedì mattina a Ponte Milvio è veramente inaccettabile", scrive Natalia, arrabbiata come tanti altri con la catena commerciale ma anche con gli ottomila "sfaccendati" che l'hanno fatta arrivare tardi al lavoro. Ore interminabili chiusi in macchina a chiedersi quale catastrofe, naturale e non, li tenesse bloccati. Un incidente? Il crollo di un ponte? Un attentato? Un 15 ottobre bis? "Solo alle undici accendo la radio e sento che è stato aperto un nuovo centro commericale a Ponte Milvio! - racconta Maria – Sì, vabbè, è una bufala, uno di quegli scherzi che fanno alla radio per intrattenere i poveri pendolari. E invece no, è proprio così! Ma come? Apri un negozio di giovedì!".

Sbigottiti, infuriati, indignati. Dopo i disagi e i danni subiti sette giorni prima a causa del nubifragio, il trambusto creato dall'inaugurazione di Trony sembra una presa in giro: "Già reduce della scorsa alluvione oggi sono a dir poco indignato con chi ha permesso questa pagliacciata durante la settimana lavorativa", protesta Fabrizio che invece di venti minuti ha impiegato un'ora e mezza per andare al lavoro in motocicletta. "Grazie Trony! Quasi tre ore per raggiungere il mio posto di lavoro in zona Prati. Venivo da Firenze? No, semplicemente dalla Bufalotta!", si aggrega Claudia. Ore di ritardo che verranno decurtate da ferie e permessi, insieme a quelle del 20 ottobre, nonostante la giustificazione firmata dal sindaco Gianni Alemanno.

Per non parlare di chi ha perso il treno o l'aereo, vedendo sfumare la vacanza organizzata da mesi o la possibilità di ottenere il lavoro dei sogni. "Questa mattina sarei dovuto andare a Fiumicino con la mia ragazza e prendere l'aereo per Londra alle 10.55 – racconta rassegnato Nello – Abbiamo perso l'aereo e, di conseguenza, gli alberghi già pagati e il noleggio dell'automobile. È una vergogna che per prendere un cellulare a basso prezzo ci si piazzi di fronte a un negozio alle 5.00 di mattina". Come Nello anche Rosanna spera nel rimborso del proprio biglietto. Avrebbe dovuto prendere il Frecciarossa diretto a Milano alle 8.00 e presentarsi a un colloquio di lavoro alle 12.00, ma a causa dell'ingorgo è arrivata in ritardo e ha dovuto prendere il treno successivo, acquistando un nuovo biglietto. "Chiedo a Trony il rimborso dei 91,00 euro che non avrei dovuto spendere", scrive sul blog di Rienzi.

Più grave il disagio per chi doveva recarsi in ospedale. Simone si trovava in auto con la moglie e la figlia di appena sette giorni: avevano appuntamento per un controllo post-operatorio. "Da Centocelle a piazza Lodi ho impiegato un'ora e mezza. Visto il protrarsi del blocco del traffico ho parcheggiato l'auto in piazza Lodi e abbiamo proseguito a piedi fino all'ambulatorio – racconta – Fortunatamente la visita è stata effettuata nonostante l'ora di ritardo, ma con dei disagi, anche fisici, sia per mia moglie che per mia figlia". Anche Stefania, alla trentottesima settimana di gravidanza, doveva sottoporsi a una visita ieri mattina e ha impiegato ben due ore per precorrere tre chilometri: "Caro Presidente – si rivolge a Rienzi – Le scrivo indignata e frustrata per quanto accadutomi stamattina". Un'esperienza simile l'ha vissuta Tiziana, che ha accompagnato il padre malato di cancro a una visita medica all'ospedale Villa San Pietro: "Abbiamo impiegato ben quattro ore per arrivare a destinazione. Per fortuna la dottoressa ha comunque visitato mio padre. Quello che è più assurdo è che tutto ciò sia stato causato dall'apertura di un negozio Trony! Nessuno ha pensato che la mattina dei giorni feriali tante persone devono andare al lavoro e a scuola?"


Al trambusto provocato dall'apertura del centro Trony non sono sfuggiti nemmeno i residenti della zona: "Ho la malaugurata sfortuna di abitare a pochi passi da Ponte Milvio – racconta Gioia – Stamattina sono andata come ogni giorno a piedi al mercato di via Riano e l'ho trovato chiuso per colpa delle migliaia di persone che si accalcavano davanti al nuovo Trony! Possibile che nessuno avesse previsto questo caos? Sono giorni che nel quartiere si parla dell'apertura, tanto che il giorno prima dell'inaugurazione hanno anche cambiato la viabilità di via Riano trasformandola da senso unico a strada a doppio di senso di marcia. La nostra zona soffre già di disagi indescrivibili e ora ci mancava solo Trony!"

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