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Credit Pixabay

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Traffico internazionale di sostanze dopanti, 11 misure cautelari tra Roma e Malta

L'associazione per delinquere di natura transnazionale, secondo i Nas era "finalizzata al traffico e alla commercializzazione sul territorio nazionale di sostanze dopanti e anabolizzanti"

Un traffico di sostanze dopanti tra Roma e Malta. Dalle prime ore di questa mattina, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Roma che ha diretto le indagini, i militari del Reparto Operativo del Comando Carabinieri per la tutela della Salute hanno dato esecuzione con la collaborazione dei Nas e dei reparti territorialmente competenti, all'ordinanza di applicazione di 11 misure cautelari (2 provvedimenti restrittivi agli arresti domiciliari, 5 obblighi di dimora nel  comune di residenza e 4 obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria) e a 22 decreti di perquisizione  locale e personale disarticolando un'associazione per delinquere, di natura transnazionale, finalizzata al  traffico di sostanze dopanti e anabolizzanti, anche a effetto stupefacente, con basi operative a Roma e Malta e  centri di distribuzione locale ubicati in tutto il territorio nazionale (Trentino Alto Adige, Veneto, Lombardia,  Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Puglia e Campania).   

Un provvedimento emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Roma nei confronti di un'associazione per delinquere, di natura transnazionale, "finalizzata al traffico e alla commercializzazione sul territorio nazionale di  sostanze dopanti e anabolizzanti, anche a effetto stupefacente, operante tra Malta e Roma", spiegano gli inquirenti. Sono anche in corso numerose perquisizioni in varie località.

Le indagini sono state avviate, nel 2017, a seguito del blocco di una spedizione sospetta presso l’Aeroporto di  Ciampino da parte dei Carabinieri della Sezione Operativa Centrale e dei funzionari dell’Agenzia dei  Monopoli e delle Dogane, con i quali è stata nel tempo sviluppata una proficua collaborazione info-operativa  consolidata, peraltro, dalla recente sigla di uno specifico “protocollo d’intesa” tra il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri e la medesima Agenzia, e hanno visto il coinvolgimento, nel complesso, di 58 persone ritenute  responsabili, a vario titolo, di gravi reati che vanno dal reato associativo, aggravato dalla transnazionalità e  finalizzato a una pluralità di condotte criminose connesse con l’importazione e la commercializzazione illecita  di medicinali, sostanze dopanti vietate e di stupefacenti, alla falsificazione di documenti e di ricette mediche  impiegati per l’approvvigionamento delle medesime sostanze medicinali, con gravissimi rischi per la salute  degli assuntori.  

Nel dettaglio, le complesse investigazioni, condotte mediante servizi di pedinamento, intercettazioni, analisi  finanziarie e delle movimentazioni bancarie, attivazione dei canali di cooperazione internazionale giudiziaria  e di polizia (con EUROJUST ed EUROPOL), nonché attraverso il monitoraggio del web, hanno consentito di ricostruire il modus operandi dell’organizzazione rilevando che le sostanze dopanti, una volta illecitamente  importate dall’estero in Italia, venivano commercializzate sul territorio nazionale attraverso vari centri di  distribuzione da nord a sud e spedite mediante ignari corrieri all’interno di plichi anonimi o recanti intestatari  fittizi, per essere poi destinate a sportivi e atleti, sia professionisti sia amatoriali, che le assumevano per  migliorare le proprie prestazioni agonistiche, come peraltro riscontrato in occasione di mirati controlli  antidoping effettuati in competition e out competition dai militari specializzati del NAS in collaborazione con  NADO ITALIA e con la Sezione Vigilanza sul Doping del Ministero della Salute.  

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Ingenti e variegate le quantità e le tipologie di sostanze dopanti sequestrate nel corso delle indagini, che, oltre  a 17 sequestri, hanno permesso di ricostruire più di 300 episodi di commercializzazione per complessive  14.000 confezioni (fiale, compresse e polveri, preparate in pericolose miscele), di cui 700 stupefacenti  (segnatamente riferite al nandrolone, sostanza inserita nella Tabella I annessa al DPR 309/90), 8.000 miscele  di testosteroni, 4.000 confezioni di GH (ormone della crescita) ed EPO (eritropoietina) e 1.300 di altri tipi di  ormoni, per un volume di affari di circa 1.000.000 di euro. I quantitativi già cospicui, si vanno a sommare agli  esiti delle perquisizioni odierne, che hanno permesso di rinvenire e sequestrare complessivamente:  

− 4.000 compresse e 126 bustine di testosterone; 

− 290 flaconi di ormone della crescita, testosterone e nandrolone; 

− 350 fiale di testosterone e ormone della crescita; 

− numerosi dispositivi informatici e strumenti elettronici di pagamento recanti intestatari fittizi; − circa 5.000 euro in contanti; 

− varie ricette mediche falsificate; 

− 170 etichette per farmaci e circa 100 flaconi vuoti; 

− 2 pinzatrici in ferro per la sigillatura manuale delle fiale. 

Il quantitativo di sostanze anabolizzanti e di materiale per il confezionamento dei prodotti rinvenuto all’interno  dell’abitazione di uno degli indagati destinatari di misura cautelare, fa pensare all’esistenza di quello che si  può considerare un vero e proprio “laboratorio artigianale”.

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