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Roma nord paralizzata, i residenti al sindaco: "Sequestrati in casa da una settimana"

La lettera del presidente di Cna commercio Giovanna Marchese Bellaroto in cui vengono denunciati i disagi del quartiere, paralizzato da giorni a causa di frane, arterie bloccate e alberi cedevoli

"Non si può permettere di lasciare i residenti di un intero quadrante sequestrati in casa per tutto questo tempo". Così il presidente dell'associazione AssoCommercio Roma nord, Giovanna Marchese Bellaroto, assistita dal vicepresidente dell'Ordine dei geologi, Liborio Rivera, denuncia i disagi che hanno paralizzato il quadrante Nord della Capitale da più di una settimana. Tra frane, colate di fango, smottamenti vari e arterie urbane bloccate, la lettera al sindaco Ignazio Marino riassume la protesta dei cittadini della zona.

LA DENUNCIA - I disagi nel quartiere sono iniziati lo scorso venerdì 31 gennaio, quando una frana su via Cassia Antica, e più precisamente al civico 240, ha provocato il riversamento di una colata di fango. "La frana" spiega la Bellaroto nella sua lettera, "si è verificata intorno alle 9:30, quando ancora le precipitazioni non avevano raggiunto la soglia di pericolosità. Questo vuol dire che la causa non è attribuibile esclusivamente ad un fatto meteorico, ma ad una completa assenza di regimazione idraulica della scarpata dalla quale è smottato il terreno, trascinando terra, alberi ed arbusti che hanno poi invaso la sede stradale". A questo primo disagio si sono aggiunti, appena due giorni dopo, la frana dell'Olimpica che ha interrotto la Galleria Giovanni XXIII e una serie di smottamenti vari fino alla chiusura della Panoramica di Monte Mario e un tratto della via Trionfale.

LA FRANA SU VIA CASSIA - "Da anni" spiega la Bellaroto, "siamo impegnati come associazione a dimostrare che sotto Roma nord passano fiumi di acque reflue che stanno lentamente facendo scivolare la collina su cui sorge il nostro quartiere. E' bene specificare che a far collassare il nostro quartiere non è stata la chiusura della rampa dell'Olimpica verso la galleria Giovanni XXIII, che resta un percorso di passaggio nel nostro quartiere che ha comunque altre vie di transito da poter percorrere. A 'spaccare in due' Roma nord è stata la chiusura di quel piccolo tratto di via Cassia Antica, da piazza dei Giochi Delfici a via Vilfredo Paleto. Via Cassia Antica, infatti, non è una via di quartiere ma di collegamento urbana, quindi indispensabile per la viabilità. La nostra presa di posizione oggi, alla luce di una situazione conclamata, di allarmante caos e disagio per un quadrante già così nevralgico, non può non essere affrontata con provvedimenti di urgenza, non possiamo essere dimenticati e considerati cittadini di altra casta".

Abbiamo aspettato il corso di questa settimana piovosa che tanto ha colpito altri nostri concittadini, famiglie ed imprese che hanno perso molto, spesso tutta una vita di fatica e ricordi, per accorgerci di quanta inerzia venga usata nell'affrontare il problema della frana su via Cassia al civ 240. Non possiamo e non vogliamo arrenderci al disvalore umano che la politica tenta di far ricadere sulla vita quotidiana di chi in quel quadrante vive e lavora, informandoci che la percorribilità e l'accessibilità delle nostre strade dovrà permanere quella che ci strangola oggi, con tempi di percorrenza lunghissimi e tortuosi".

"La sede stradale di via Cassia nella serata dell'1.02 è stata solo parzialmente liberata per consentire l'accesso al civico 240 rimasto completamente isolato, permanendo delimitata la frana ed inibito completamente il traffico. Ora ci chiediamo, se la situazione dopo una settimana rimane così rischiosa da non permettere la riapertura di una carreggiata, come mai i condomini del civico 240 possono transitare per andare a casa rischiando ogni giorno la propria pelle? Perchè non intervenire sulla messa in sicurezza del costone franato, con squadre di operai turnati giorno e notte, in modo urgente (prima fase contenimento temporaneo e propedeutico), per permettere di conseguenza la rimozione della frana e la conseguente riapertura per lo meno di una corsia e poi procedere al consolidamento definitivo del costone (fase seconda)?".

Una prima operazione di messa in sicurezza della scarpata, da studiare con soluzioni tecniche realizzabili in tempi brevi, consentirebbe il flusso delle macchine in una corsia permettendo alle persone ed ai mezzi pubblici di circolare. Questo primo intervento consentirebbe al quartiere di non soffocare stretto, forse non solo per tre mesi, in quella morsa di traffico che lo ha spaccato in due, privandolo del fondamentale diritto per una qualità di vita accettabile".

Ad allarmare i cittadini poi sono arrivate un po' tardive le dichiarazioni del Presidente del XV Municipio, Daniele Torquati che spiegava come la frana non potesse essere rimossa dalla strada poiché "impedisce l'ulteriore scivolamento del costone". Da qui l'appello al sindaco Marino. "Crediamo che lei saprà leggere nelle righe di questo nostro disagio profondo" si legge nella lettera, "e speriamo che il suo coraggio e la tanta determinazione dimostrata nel prendere provvedimenti in cui crede, come il lungimirante progetto del parco archeologico urbano più grande del mondo, siano forieri per noi di Roma nord, di una sua presa di posizione al riguardo puntuale che abbia il coraggio di ribaltare le previsioni fornite al momento. Penso lei non permetterà che l'abitudine al burocratese di assicurazioni prive del dovere del fare affondi la dignità di una Roma millenaria e grande capitale europea, che lei sta contribuendo con forza a far diventare, ancora 'Grande' nel mondo".

LINEE AUTOBUS DEVIATE E ALBERI CEDEVOLI - Non ultimo il disagio riguardante le linee degli autobus, bloccate da più di una settimana e deviate su Corso di Francia, una grande via a scorrimento veloce munita di strette corsie laterali per le inversioni di marcia destinate alle autovetture. "Quando ci si incanalano gli autobus si blocca l'intero quartiere" commenta la Bellaroto. "C'è gente che non esce, non va in ospedale, non porta i figli a scuola perché per fare il giro su Corso Francia impiegano più di un'ora. E' chiaro quindi che se questo provvedimento viario deve rimanere così, bisogna rivedere tutte le strade che s'innestano sul Corso e snellire il traffico su qualche altra arteria.

"Necessita sia una nuova regolamentazione dei flussi ma soprattutto un sopralluogo sulle condizioni degli alberi lungo la strada che fino a pochi giorni fa non erano così inclinati. Stanno crollando a terra. Ho fatto segnalazione ai Vigili e alla Polizia ma ad oggi nessuno è andato a verificare la situazione. Se il più grande tra questi alberi dovesse cadere, si andrà ad abbattere sulla zona di transito che dà l'accesso alle palazzine".

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