Giovedì, 29 Luglio 2021
Cronaca

Traffico internazionale di droga: da dieci anni spacciavano a Roma, 13 arresti

La pericolosa organizzazione criminale facente capo ad un gruppo di albanesi in grado di movimentare ingenti carichi di cocaina ed eroina era operativa da 10 anni

Immagine di repertorio

Dieci anni di attività di spaccio internazionale di droga e 13 arresti. Sono due dei numeri dell'operazione della Polizia di Stato che ha permesso di decapitare un gruppo criminale attivo nello spaccio di cocaina ed eroina. Un gruppo che spaziava dall'Albania a Roma, passando per la Puglia.

A coordinare l'indagine è stata la Direzione Distrettuale Antimafia di Roma. Nel corso dell'operazione, condotta dalla Squadra Mobile di Roma Settima Sezione Antidroga, sono state anche eseguite numerose perquisizioni locali e personali a carico di vari soggetti coinvolti nelle illecite attività.

L'ORGANIZZAZIONE CRIMINALE - L'indagine ha permesso di disarticolare una pericolosa organizzazione criminale facente capo ad un gruppo di albanesi in grado di movimentare ingenti carichi di cocaina ed eroina, radicata nel contesto romano e pugliese, operativa da oltre dieci anni, con legami operativi con le organizzazioni criminali che gestiscono il traffico di stupefacenti e con la disponibilità di armi, necessarie per appianare la gestione dei rapporti con la concorrenza e con coloro che non rispettavano gli accordi e gli impegni presi.

Gli interessi economici in gioco erano elevati per finanziamenti di centinaia di migliaia di euro tesi ad alimentare le varie operazioni di importazione di sostanza stupefacente. Le risultanze dell'attività investigativa, corroborata da attività tecnica di intercettazione telefonica ed ambientale, hanno permesso di ricostruire l'organigramma dell'associazione dedita al narcotraffico operativa a Roma e nelle città di Taranto, Bari e provincia

I RUOLI NELLA BANDA - Sono state intercettate centinaia di utenze telefoniche di gestori sia italiani che esteri, albanesi, rumeni, che hanno permesso di delineare i ruoli ricoperti da ogni personaggio all'interno della struttura criminale ed attribuire le singole responsabilità agli appartenenti il sodalizio. Mosse, queste, che hanno portato anche ad importanti sequestri di stupefacente ed all'arresto dei responsabili.

A capo dell'organizzazione un albanese che evitava l'utilizzo delle comunicazioni telefoniche tanto da rendere necessari dei viaggi in Albania, da parte dei vari sodali, al solo fine di incontrarlo di persona per pianificare le successive operazioni di importazione dei carichi di eroina e consegnargli i proventi delle illecite vendite in Italia.

Dell'associazione faceva parte un altro trafficante albanese di elevato spessore criminale capace di assicurare ingenti forniture di cocaina a prezzi concorrenziali nel mercato del narcotraffico. Era un soggetto particolarmente accorto e cauto nell'utilizzo del telefono e garantiva un ulteriore canale di approvvigionamento della cocaina importata in Italia dall'Olanda e dalla Germania.

GLI ALTRI MEMBRI - Tra gli arrestati un uomo di Taranto e due albanesi di base nella provincia di Bari. Erano i principali e consolidati acquirenti della droga, le cui forniture erano assicurate dal gruppo di albanesi per la successiva distribuzione nel territorio pugliese.

Un altro, avendo la titolarità e la gestione di una carrozzeria, veniva invece incaricato dai vertici dell'organizzazione ad estrarre la droga dai doppifondi nelle autovetture utilizzate per il trasporto venendo anche impiegato all’occorrenza in veste di corriere per il trasporto della droga.

Una rumena da anni residente in Italia, invece, ricopriva le mansioni di corriere, occupandosi di trasportare la sostanza stupefacente in Puglia con una continuità temporale ed una elevata professionalità risalente nel tempo. Provvedeva inoltre alla diretta gestione della contabilità garantendo altresì la riscossione del denaro, provento dell'illecito traffico, dai vari acquirenti ed insieme ad altri connazionali inseriti nel medesimo contesto criminale provvedeva al compimento delle singole azioni illecite inerenti la ricezione, preparazione, custodia e distribuzione della droga.

LE ARMI - L'organizzazione criminale aveva anche la disponibilità di armi assicurate grazie ai contatti con appartenenti alla criminalità locale. La banda disponeva di affiliati fatti giungere in Italia appositamente dall'Albania per riscuotere con metodi violenti crediti per forniture di droga non pagate dai vari debitori morosi.

Gli emissari dell'associazione, appartenenti alla criminalità organizzata albanese, incutevano particolare timore per la brutalità dei loro metodi usati ricorrendo alla violenza e all'utilizzo di armi da fuoco. Sono in corso ulteriori indagini all'estero per localizzare e trarre in arresto gli affiliati all’organizzazione internazionale.

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