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I 20 chili di hashish sequestrati a Montesacro

I 20 chili di hashish sequestrati a Montesacro

"Vieni con Bruno e tua cugina": stroncato giro di droga a Montesacro, trovati 20 chili

L'hashish veniva fornito ad alcune piazze di spaccio di Roma e Rieti. Stroncate dalla polizia due organizzazioni a 'carattere familiare'. La base operativa in via Lampedusa

Usavano dei codici per cercare di non destare sospetto in caso di un'eventuale intercettazione telefonica delle forze dell'ordine. "Bruno", "Sh" e "cassettone", ma anche "cugina", "five" e "mano", queste le parole cifrate usate per ordinare hashish e cocaina. Uno stratagemma che non è stato sufficiente a due organizzazioni criminali a 'carattere familiare' che da Montesacro fornivano la droga a diverse piazze dello spaccio di Roma ed ai pusher operanti provincia di Rieti.

INDAGINE DA SAN BASILIO - L'indagine, coordinata dalla Procura di Roma e condotta dagli agenti del Commissariato di Polizia San Basilio, diretto dal dottor Adriano Lauro, ha portato nel complesso ad emettere quattro ordinanze di custodia cautelare in carcere, tre agli arresti domiciliari ed un indagato.

BASE OPERATIVA IN VIA LAMPEDUSA - L’organizzazione, composta da personaggi di età compresa tra i 21 e i 70 anni, operava rifornendo, soprattutto di hashish, alcune piazze per la vendita della droga tra la Capitale e la provincia reatina, avvalendosi della copertura di un’attività commerciale di via Lampedusa, nel quartiere Montesacro, luogo in cui i “rappresentati” delle varie piazze di spaccio di sostanze stupefacenti si incontravano per trattare l’acquisto della droga da smerciare.

20 CHILI DI HASHISH - Nel corso delle indagini è stato sequestrato un quantitativo di stupefacente che supera i 20 chili e, oltre a quelle arrestate nella giornata odierna, sono finite nella rete altre 7 persone, di cui 5 arrestate e due denunciate. L’associazione era costituita in realtà  da due distinte organizzazioni a conduzione familiare, che si aiutavano a vicenda  per reperire grossi quantitativi di hashish che servivano a soddisfare le esigenze di piazza.

CODICI DELL'ORGANIZZAZIONE - I componenti, inoltre, si alternavano nei ruoli a seconda della disponibilità dei canali di rifornimento individuati. Per giorni gli uomini del Commissariato hanno pedinato gli indagati ed ascoltato le loro comunicazioni, decriptando un linguaggio cifrato finalizzato a celare il vero oggetto delle conversazioni. L’hashish, ad esempio, veniva chiamato “Bruno”, “ SH”, “cassettone”; mentre la cocaina “cugina”, “five”, “mano”.

INDAGATO - Uno degli indagati, un 30enne di Monterotondo, in un primo momento non arrestato, ma finito nell’indagine in quanto presunto acquirente di un grosso quantitativo di droga, che sarebbe stato pagato con la cessione della sua automobile, è finito in manette a seguito della perquisizione domiciliare operata nei suoi confronti dagli agenti dell’Ufficio di Polizia di Guidonia, sempre su richiesta dei colleghi di San Basilio.

HASHISH E TACCUINI - Durante  le verifiche infatti, il 30enne originario di Castellammare di Stabia, è stato trovato in possesso di 75 grammi di hashish, materiale per il confezionamento delle dosi e un manoscritto riportante nomi e somme di danaro, che gli investigatori ritengono possa ricondursi all’attività di spaccio.

SEQUESTRO AUTO - Sequestrate anche diverse autovetture, per le quali sarà richiesta all’Autorità Giudiziaria la definitiva confisca, in quanto utilizzate da alcuni degli indagati per trasportare la sostanza stupefacente.

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