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Immagine di repertorio

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Sequestrato in casa, legato, picchiato e rapinato del suo stipendio

La causa scatenante, a dire dei rapinatori, è stato l'utilizzo da parte della vittima dei loro oggetti senza chiedere permesso

Sono entrati in casa, lo hanno bloccato, legato mani e polsi con dei fili elettrici, strozzato con una felpa e malmenato. Per poi rubargli lo stipendio di 850 euro e buttarlo fuori dal suo appartamento. E' quanto successo in zona Torre Angela, lo scorso 11 febbraio, con vittima un nigeriano accompagnato in ospedale dopo i fatti, poi denunciati alla polizia. 

A picchiarlo selvaggiamente sono stati alcuni suoi conoscenti, connazionali, rintracciati dopo una indagine dalla polizia di Stato con gli agenti del commissariato Casilino Nuovo che hanno arrestato due uomini di 33 e 35 anni, per il reato di rapina aggravata su esecuzione dell'ordinanza emessa dal Tribunale di Roma.

I due uomini, insieme ad altri tre nigeriani (due dei quali arrestati subito dopo l'aggressione dell'11 febbraio) hanno sequestrato la vittima per circa sette ore e, dopo avergli legato i polsi e malmenato con un bastone, lo hanno rapinato. La causa scatenante, secondo i rapinatori, sarebbe stato l'uitilizzo da parte della vittima dei loro oggetti personali senza chiedere permesso.

L'attività d'indagine ha permesso agli investigatori di arrestare quattro dei 5 aggressori e ricostruire i fatti, mentre continuano le indagini per la ricerca del quinto uomo.

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