Cronaca Ardea

Tor San Lorenzo: niente schiusa per le uova di tartaruga, i parassiti rovinano il finale della favola

Finale amaro per un evento di natura eccezionale

Una favola senza lieto fine. La mancata schiusa delle 100 uova che erano state deposte a Tor San Lorenzo da una tartaruga Caretta Caretta, è stata accolta con grande delusione. Moltissimi infatti erano i romani che si erano appassionati della curiosa vicenda.

La deposizione

Il 5 luglio, sulla spiaggia compresa tra  il Lido dei Coralli ed il lido Nautilus, in piena notte era stato avvistato un carapace che, lentamente, stava guadagnando l'arenile. Raggiunta la battigia, la femmina di Caretta Caretta, un esemplare di testuggine presente nel Mediterraneo, aveva deposto le sue uova. Un fatto unico, che ha avuto la capacità di catalizzare l'attenzione sia delle istituzioni che dei bagnanti.

Le precauzioni adottate

Dietro un'area appositamente recintata, per due mesi è stato tenuto un comportamento esemplare. Un cartello, con il logo della Regione Lazio e  della Stazione Zoologica Anton Dohrn , avvertiva i bagnanti che si era in presenza di un "avvenimento eccezionale per le spiagge della nostra regione". Di conseguenza. si spiegava ai bagnanti "per permettere alle tartarughine di nascere, le uova devono restare tranquille". Quindi niente ombrelloni nè sdraio. Guai a giocare a racchettoni o a pallone in quel tratto di spiaggia, curato come il fondo di una pista di bocce. Neppure un'orma in quel tratto immacolato di sabbia, a dimostrare che le indicazioni erano state recepite. 

Un'attesa trepidante

L'attenzione è cresciuta col passare del tempo. Sulla recinzione che delimitava l'area della nidificazione, è stato apposto uno striscione di benvenuto. Sembrava tutto pronto per il grande evento, ed anche la Sindaca Raggi, nel pomeriggio di sabato 2 settembre, si è fatta vedere a Tor San Lorenzo. La schiusa però non c'è stata, nella delusione generale. Sul posto, c'erano i biologi della Stazione Zoologica Anton Dohrn  di Napoli.Il loro ultimo bollettivo, realizzato dopo il maltempo avutosi nella notte tra venerdì e sabato 2 settembre, lasciava ben sperare. "Il sole molto caldo ha asciugato la spiaggia superficiale" spiegava in un video su facebook il biologo "le uova non sono state compromesse. Nel pomeriggio però, si è proceduto a verificarne le condizioni. Da qui la brutta notizia.

La testimonianza

"Abbiamo visto dividere le uova - spiega Giada, una bagnante presente sul posto insieme ai figli - c'erano tanti bambini e molta attesa. Alcune uova, considerate morte, sono state messe dentro dei barattolini. Altre sono sono state riposte in una sorta di incubatrice di polistirolo. Ci hanno detto che erano piccole, come se non fossero cresciute abbastanza, e con delle macchie sul guscio, che lasciava pensare fossero causate dalla presenza di batteri. In un primo momento sembrava quindi che quelle riposte nel contenitore di polistirolo, sarabbero state fatte sviluppare in laboratorio. Poi, leggendo anche su facebook, ho capito che purtroppo erano morte anche quelle".

I parassiti e la delusione

Cos'è successo, è stato spiegato sulla pagina facebook della Stazione Zoologica Anton Dohrn."Il nostro collaboratore, Gianluca Treglia – si legge in un post pubblicato il 3 settembre – ha dichiarato che alla riapertura del nido le uova, circa 100, presentavano tutte condizioni molto simili con presenza di parassiti che a breve saranno analizzati in laboratorio dove si terrà anche l'apertura delle uova. "Non sappiamo dire con sicurezza a che stadio embrionale si siano fermate le uova ma è probabile che sia avvenuto poco dopo la deposizione, probabilmente a causa della natura della sabbia", ha spiegato il biologo. L'analisi in laboratorio chiarirà in maniera puntuale le reagioni per cui, gli embioni, non si sono sviluppati. L'unica certezza per ora resta la delusione dei tanti bagnanti presenti.

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