Tor Marancia, abbattuti casali tutelati nell'area dell'I-60: si indaga sulle autorizzazioni

Il Movimento Cinque Stelle ha presentato un'interrogazione all'assessore all'Urbanistica Giovanni Caudo. La Sovraintendenza capitolina: "Agli atti nessuna istanza"

È mistero attorno alla demolizione di un gruppo di casali storici che sorgevano nella zona dell'I-60, in via di Grottaperfetta, dove nei prossimi mesi dovrebbe atterrare un quartiere di 400 mila metri cubi. Si tratta delle Case Bernardini inserite nell'elenco dei Beni Certi e nella Carta per la Qualità del Piano regolatore di Roma. Costruzioni tutelate, che non avrebbero potuto essere toccate se non per interventi migliorativi. Invece, come mostrano due immagini scattate dal satellite, al loro posto oggi non c'è più nulla. Chi sia l'autore del fatto, non è dato sapersi. I cittadini hanno depositato un esposto in Procura, esposto in cui tra i vari elementi segnalati c'è anche la sparizione dei casali. Un altro è in corso di elaborazione.

Per vederci chiaro il Movimento Cinque Stelle il 30 settembre scorso ha inoltrato un'interrogazione urgente all'assessore alla Trasformazione Urbana Giovanni Caudo definendo l'atto “di rilevanza penale” nonché “estremamente lesivo per il nostro Territorio”. Da qui l'interrogazione all'assessore chiedendo se l'amministrazione intende “procede alla sospensione dei lavori del progetto urbanistico I-60 fino all'accertamento dei responsabili dell'abbattimento dei manufatti”.

Anche la Sovraintendenza Capitolina ai Beni Culturali se ne è accorta. Il 9 agosto scorso il responsabile del servizio Antonio Nucci e il Sovraintendente ad interim Claudio Parisi Presicce hanno scritto una comunicazione agli uffici competenti e alla Polizia Locale: “Ad una verifica effettuata risulta non più esistente un gruppo di casali indicati in cartografia con il nome di Case Bernardini”. Come si legge nel documento, prima di demolire i manufatti bisognava ottenere il parere favorevole della Sovraintendenza ma agli atti non risulta “nessuna istanza”. Il problema per l'organo comunale però non si pone dal momento che “ai sensi della norma sopra citata non avrebbe potuto essere autorizzata”. Le indagini su terreni di proprietà privata però, come scrive l'organo capitolino, spettano alla Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici.

Sul caso, è stata fatta richiesta di indagine anche alla Polizia Giudiziaria. Come si legge nell'interrogazione del Movimento Cinque Stelle, “con e-mail del 27.09.2013 il Presidente e l'Assessore all'Urbanistica del Municipio Roma VIII rispondevano al comitato Ballarin comunicando quanto segue: Per quanto concerne infine le demolizioni dei casali, il Municipio ha disposto, con nota prot. CM64595/13, opportune indagini di P.G. mirate all’accertamento dei responsabili dell’abbattimento”.

La distruzione delle costruzioni in realtà non è un fatto recente e per capire l'attenzione che si è creata attorno al caso bisogna fare qualche passo indietro. Sull'area devono infatti atterrare 400 mila metri cubi di palazzi per un totale di circa 5 mila abitanti che il costruttore Mezzaroma avrebbe voluto realizzare nel vicino Parco di Tor Marancia. Si chiama compensazione. Il Parco è stato tutelato e all'imprenditore è stata accordata la possibilità di costruire su via di Grottaperfetta. L'intervento urbanistico da diversi anni è al centro delle proteste degli abitanti del quartiere che temono un peggioramento della qualità della vita, in particolare del traffico e dell'inquinamento per un pezzo di città non servito da alcuna metropolitana.

“Ci siamo accorti che i casali erano stati abbattuti nel 2009 su segnalazione di alcuni abitanti della zona” racconta Stefano Salvi, presidente dell'Associazione Ottavo Colle che fa parte del coordinamento 'Stop I-60'. “Da quel momento i cittadini si sono mobilitati chiedendo accesso agli atti per vederci più chiaro” spiega. “Solo ad agosto abbiamo avuto notizia del fatto che la Sopraintendenza ha deciso di vederci chiaro”.

I lavori per la realizzazione delle opere primarie sono iniziati e i cittadini sono sempre più in allarme. Presto inoltre il Tribunale Amministrativo potrebbe decidere di concedere uno stop temporaneo ai lavori richiesto dai comitati. “L'udienza per la sospensiva è stata fissata per il prossimo 7 novembre. Tra i motivi che ci hanno spinto a fare ricorso al Tar non c'è solo l'abbattimento dei casali”. Nel mirino anche “la richiesta di una Valutazione di impatto ambientale dell'intero progetto che secondo noi è stata sostituita da una semplice verifica”.

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