Test di Medicina, dall'Ergife alla Fiera di Roma: un fiume umano travolge i padiglioni

Memori del caos dello scorso anno all'Hotel Ergife stavolta i test sono alla Nuova Fiera di Roma. Più di 8 mila i candidati presenti

Foto Twitter di Domenico Bilancia

Test di medicina uguale caos. Ormai è quasi un binomio inscindibile. Questa mattina alla Nuova Fiera di Roma gli oltre 8 mila candidati pronti a svolgere la prova di ammissione ai corsi della Facoltà di Medicina e chirurgia dell'università Cattolica di Roma si sono ritrovati ad affrontare file e confusione degne di nota davanti ai padiglioni a Ponte Galeria.

Stavolta siamo fuori dal Gra, nuova locazione scelta dopo i problemi logistici, e polemiche annesse, emersi lo scorso aprile per il test svolto all'Hotel Ergife. Un anno fa si registrarono oltre venti chilometri di coda sull'Aurelia. Se ne parlò per giorni e il sindaco Alemanno spinse per spostare le prove di ammissione in strutture fuori dal Raccordo. Così è stato e il cambio di location ha evitato ai romani di restare imbottigliati nel traffico infernale. Ma il caos è d'obbligo. E forse inevitabile visto il fiume umano che prende parte ogni anno alle prove.

Il test di oggi era programmato per le 10 ma è stato subito slittato. Ai primi varchi, privi del personale di smistamento, non è stata infatti diluita la fila immane (oltre 10 mila persone, famiglie comprese) che comprendeva non solo candidati ma genitori, amici, parenti. Intorno alle 10, metà dei candidati era ancora incanalata sulle pensiline e tra i lunghi corridoi della Nuova Fiera e doveva ancora entrare nei padiglioni per registrarsi al test.

POLEMICHE - Diverse le segnalazioni di protesta dei genitori che hanno accompagnato i loro figli e che lamentano "disorganizzazione". "Mi rendo conto è complicato gestire tante persone - dice un padre leccese - ma poteva esserci un po' più di informazione". "C'é stato un momento in cui migliaia di persone si sono ritrovate bloccate perché hanno trovato gli ingressi dei padiglioni chiusi - gli fa eco un altro papà - e una folla bloccata può essere pericolosa". "Non c'era un referente che ci dicesse dove dovevamo andare - affermano due mamme, Anna e Mariagrazia, provenienti rispettivamente da Avellino e Catania - Proprio perché è un'università così prestigiosa ci si aspettava un'organizzazione migliore".

"E' il secondo anno che mia figlia prova questo concorso e lo scorso anno all'Ergife ci sono stati disagi anche peggiori, blocchi del traffico. Memori di questo, siamo venute in motorino", dice un'altra signora. "Penso che ci si debba mettere nei panni di chi organizza un concorso con 8 mila candidati - dice il preside della facoltà di Medicina della Cattolica, Rocco Bellantone - è una nostra abitudine italiana accompagnare i ragazzi in almeno uno-due genitori, e questo unito al maltempo e alla pioggia ha comportato qualche problema. Questa è la sede che Roma dà per concorsi così grandi - aggiunge - altre non ce ne sono. L'alternativa che avevamo sarebbe stata fare delle selezioni molto, molto più ristrette".

Il preside ricorda anche: "Io ho fatto questo concorso 40 anni fa in un'altra sede e sotto la pioggia. Ci sono stati gli identici problemi. Alla fine ci si rende conto che in un qualsiasi concorso con una cifra così alta di partecipanti qualche problema è inevitabile". Bellantone spiega che "l' identificazione di 8 mila persone" questa mattina "é stata fatta in meno di 40 minuti. Ciò vuol dire che tutto quello che avevamo approntato come nostra organizzazione ha funzionato al meglio". Tuttavia conclude: "Così come l'anno scorso, anche quest'anno eventuali errori verranno ben analizzati per evitare che si ripetano".

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L'ANNO SCORSO ALL'ERGIFE - Lo scorso aprile al precedente test per Medicina della Cattolica, all'Hotel Ergife di Roma si formarono code assurde. La via Aurelia venne bloccata e le code causate dall'affollamento davanti alla sede degli esami arrivarono fino a Fregene. Un picco di caos si verificò dalle 6 alle 8.30, tra le proteste di migliaia di studenti.

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