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Foto d'archivio

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Coronavirus: smascherato mercato abusivo di test anticovid fai da te, sequestrati kit sulla Tiberina

Le indagini dei NAS hanno portato gli investigatori da un grossista romano

Test anticovid fai da te venduti direttamente ai cittadini al prezzo di 20 Euro senza passare per il personale sanitario così come previsto dalla Regione Lazio. A smascherare il mercato abusivo anche su Roma e nel Lazio i Carabineiri del NAS, che hanno sequestrato numerosi kit per i test antiCovid in un magazzino di un grossista sulla via Tiberina, nel quadrante nord della Capitale. 

A condannare il presunto mercato nero dei test per il Coronavirus l'assessore alla Sanità del Lazio, Alessio D'Amato, a margine dell'inaugurazione allo Spallanzani di Roma di nuovi posti letto di terapia intensiva: "Qui non c'é assolutamente bisogno. Abbiamo esteso molto la rete, abbiamo circa 80 drive-in, c'é l'adesione di oltre 400 farmacie, oltre 300 laboratori, quindi non c'é assolutamente bisogno di andare su situazioni incontrollate perche il rischio è grande".

Indagini che i carabinieri del Nucleo Antisofisticazione stanno svolgendo da tempo, d'intesa con il Ministro della Salute, per verificare la regolarità delle attività imprenditoriali di prelievo ed analisi diagnostica per la ricerca del virus SarsCov2. 

Nel corso delle verifiche svolte sul finire dello scorso mese di novembre e poi proseguite sino al sequestro dei kit fai da te sulla Tiberina, i Carabinieri dei NAS hanno individuato, in tutto il territorio nazionale, l’attivazione abusiva di punti prelievo, ematici e biologici, in aree improvvisate, in assenza di adeguate condizioni igienico-sanitarie. In un caso, è stata avviata una campagna di screening della popolazione, affidata da alcuni Comuni ad un laboratorio, senza alcuna comunicazione preventiva all’Autorità sanitaria.

Un ulteriore fenomeno rilevato fu, appunto, la vendita al dettaglio ai clienti, presso farmacie o addirittura in erboristeria e profumeria, di kit di analisi sierologiche anticorpali destinati al solo uso professionale sanitario e non adatti all’autodiagnosi. 

Fenomeno accertato anche nel Lazio appunto, nello specifico nel territorio di Latina. In tale ambito, era lo scorso 1 dicembre, il legale responsabile ed il direttore tecnico di un laboratorio di analisi pontino vennero deferiti all’Autorità Giudiziaria poiché ritenuti responsabili di aver falsamente attestato alla Regione Lazio l’esecuzione di test per la ricerca del Covid-19 al prezzo convenzionato, richiedendo invece agli utenti una somma superiore. 

Ancora i NAS, sempre nell'ambito delle medesime verifiche dello scorso inizio dicembre, denunciarono inoltre il legale responsabile ed il direttore sanitario di un laboratorio di analisi di Aprilia (Comune della provincia di Latina) poichè ritenuti responsabili di aver attestato falsamente all’Autorità Sanitaria il possesso di requisiti strutturali ed organizzativi per l'effettuazione dei test antigeni sebbene non posseduti.
 

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