Terrorismo, a viale Marconi covo di un radicalizzato Isis: trovato tutorial per lanciarazzi

Abdel Salem Napulsi si muoveva nel deep web alla ricerca di materiale o di informazioni su come costruire o modificare armi ad aria compressa, reperire munizioni ma anche mezzi pesanti e blindati

Si spacciava per un senza fissa dimora ma in realtà viveva in una stanza in affitto con altre persone nella zona di viale Marconi. Qui, tra i file di un tablet in uso all'uomo, c'era anche un tutorial per la costruzione e l'utilizzo di un lanciarazzi RPG-7. Lui si chiama, o dice di chiamarsi, Abdel Salem Napulsi, ed è uno dei cinque arrestati dalla Digos questa mattina nell'ambito della Operazione Mosaico. Il tutorial era salvato in uno dei 31 video che la Procura di Roma e gli agenti delle Digos di Roma e Latina hanno rinvenuto sul computer del sedicente 38enne palestinese, già detenuto nel carcere di Rebibbia, colpito da mandato di arresto insieme ad altri quattro tunisini residenti tra Latina, Caserta e Napoli

Operazione Mosaico 

I cinque sono stati arrestati, per reati diversi, nell'ambito di un'operazione antiterrorismo scattata la mattina del 29 marzo tra Lazio e Campania su ordine del Gip di Roma Costantino Del Robbio, che ha notificato il mandato di cattura ai cinque stranieri. L'indagine si basa sull'accusa a Napulsi di far parte della rete italiana del terrorista Anis Amri, l'uomo che mise in atto la strage al mercato di Natale di Berlino il 19 dicembre 2016 quando travolse la folla con un camion uccidendo 12 persone. Amri venne ucciso 3 giorni dopo nei pressi della stazione ferroviaria di Sesto San Giovanni (Milano) durante un conflitto a fuoco con due poliziotti.

Contatti diretti con ambienti dell'Isis 

Secondo gli inquirenti Napulsi avrebbe mantenuto dall’Italia contatti diretti con ambienti riconducibili all’Isis, lasciandosi inoltre andare in telefonate intercettate dalla polizia. In una di queste, del 23 agosto scorso, il palestinese si scaglia contro gli infedeli occidentali: "Bisognerebbe tagliargli la testa e i genitali"

Propaganda islamista

Arrestato nel novembre del 2017 per spaccio di eroina, secondo gli inquirenti Abdel Salem Napulsi, si sarebbe addestrato su Internet: il presunto terrorista ha scaricato video di propaganda islamista da YouTube, oltre alle istruzioni per l’uso di carabine ad aria compressa e lanciarazzi del tipo RPG-7, nonché su come modificare alcune armi in commercio.  

"Cospicuo corredo probatorio" 

Autoaddestramento ad attività con finalità di terrorismo anche internazionale. E' questo il reato contestato al 38enne Abdel Salem Napulsi. Secondo l'indagine condotta dal pm Sergio Colaiocco, che ha messo sotto la lente la rete di contatti di Anis Amri, autore delle strage di Berlino, a carico dell'uomo, pur non avendo pianificato in maniera specifica obbiettivi per un attentato in Italia sussiste un "corredo probatorio cospicuo" che lascia pensare ad un autoaddestramento con finalità terroristiche. 

Deep web 

In particolare Napulsi, si muoveva nel deep web alla ricerca materiale o di informazioni su come costruire o modificare armi ad aria compressa, reperire munizioni ma anche mezzi pesanti e blindati, con particolare interesse ai pick up. Elementi che hanno portato la Procura a procedere con almeno 20 perquisizioni e gli arresti di oggi. Secondo quanto ricostruito finora, Napulsi, arrestato per droga nel novembre scorso, emerge come figura di particolare rilievo per le sue posizioni chiuse e radicali nelle zone di Latina ed Aprilia.

VIDEO | Operazione Mosaico 

Quindici mesi di indagini

Le indagini durate circa 15 mesi hanno portato a scoprire anche una fitta rete di contatti tra l'uomo ed esponenti radicalizzati nell'area pontina, in particolare con Montassar Yakoubi, conoscente di Anis Amri con cui venne a contatto a bordo del barcone che li portò a Lampedusa nel 2011. Nei mesi successivi all'attentato del 19 dicembre 2016 a Breitscheidtplatz a Berlino in cui persero la vita 12 persone e 56 rimasero ferite, vennero espulsi dal territorio italiano già tre dei conoscenti di Anis Amri, residenti sempre in provincia di Latina ritenuti essere pericolosi per la sicurezza nazionale.

Dalla radicalizzazione all'attività terrostica 

"Si è evitato che dalla fase di radicalizzazione si sfociasse in una attività terroristica. Non c'è alcun elemento concreto che facesse pensare alla preparazione di un attentato ma ci sono elementi che fanno pensare che si stessero preparando a questo". Le parole del pubblico ministero Sergio Colaiocco in relazione agli arresti effettuati stamattina nel Lazio ed in Campania. 

Abdel Salem Napulsi-2

Terrorismo in Italia

I risultati della Operazione Mosaico sono stati illustrati dalla Questura di Roma nel corso di una conferenza stampa tenutasi alla presenza del dirigente della Digos Roma Giampietro Leonetti, di quello della Digos di Latina Walter Dian, del responsabile dell'antiterrorsimo della Digos Roma Luca Montella e di Fabio Berilli, primo dirigente della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione. "Arrivare a Napulsi è stato complicato - le parole del dottor Montella -. Il suo nome era a noi sconosciuto ed era cosciente di essere nel mirino degli investigatori". Una certezza riscontrata dal fatto che "quando si incontrava a Latina con uno dei contatti di Anis Amri cercavano di mettere in atto delle azioni di contropedinamento". Ufficialmente senza fissa dimora Napulsi si è dichiarato cittadino palestinese, "ma siamo certi che non lo sia", più probabile che "possa essere un cittadino tunisino". Sono in corso indagini infatti per risalire alla reale identità dell'uomo, sedicente palestinese. L'uomo, secondo quanto riferito dalla Digos, effettuava ricerche "maniacali" su armi e armerie di tutta Europa "in modo compulsivo e dettagliato". Oggetto delle ricerche: schede tecniche su armi di ogni tipo, da quelle di piccolo calibro ai lanciarazzi, ai tutorial sul loro uso fino ai costi. Il materiale e' stato trovato in un tablet sequestrato nell'abitazione che condivideva con altri stranieri nel Municipio Arvalia.

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Allerta terrorismo

Nonostate le azioni di prevenzione e l'allerta massima su possibili attentati terroristici nella Città Eterna il dirigente della Digos Giampietro Leonetti ha specificato che "non ci sono minacce concrete per la Pasqua nella Capitale". "E' un appuntamento importante - ha aggiunto - perché a Roma arriverrano molti turisti. Per questo ci sarà una particolare attenzione". 

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