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Venerdì, 14 Giugno 2024
Civitavecchia

Detenuto tenta il suicidio ed aggredisce agenti della penitenziaria

Il sindacato Sappe: "Inarrestabile la violenza tra le sbarre delle carceri del Lazio"

Ha prima tentato il suicidio e poi ha aggredito i poliziotti penitenziari. E’ accaduto giovedì scorso nel carcere di Civitavecchia e la denuncia è del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE.

Ricostruisce l’accaduto Maurizio Somma, segretario nazionale per il Lazio del SAPPE: “Cosa deve ancora succedere nelle carceri regionali del Lazio affinchè l’Amministrazione Penitenziaria, attraverso le proprie articolazioni PRAP (Provveditorato dell’Amministrazione Penitenziaria) di Roma e DAP (Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria), intervenga e metta fine all’agonia lavorativa a cui è sottoposto costantemente il personale di Polizia Penitenziaria del Lazio? Questa è la domanda che il SAPPE pone ai vertici dell’Amministrazione Penitenziaria dopo il grave evento critico accaduto nella Casa circondariale di Civitavecchia. Giovedì scorso a un detenuto è stata rifiutata un video chiamata perché richiesta tardi; il detenuto ha dato vita ad una protesta accorata e non voleva rientrare nella cella. Una volta rientrato, ha tentato il suicidio impiccandosi alle grate ma alle grida del compagno di cella è intervenuto tempestivamente il poliziotto penitenziario di servizio che, anche con l’ausilio di altri agenti, gli ha quindi salvato la vita. Ma il detenuto, non contento, ha reagito con violenza contro il personale che pure gli aveva salvato la vita, tanto che un collega ha avuto 7 giorni di prognosi in ospedale per le ferite ad una mano”. 

Donato Capece, segretario generale del SAPPE, rivolge “solidarietà e vicinanza al Personale di Polizia Penitenziaria di Civitavecchia, che ancora una volta ha risolto in maniera professionale ed impeccabile un grave evento critico” e giudica la condotta del detenuto che ha provocato l’aggressione “irresponsabile e gravissima”.

“Anche il grave episodio accaduto” conclude il leader del SAPPE “conferma la costante tensione detentiva che continua a caratterizzare le nostre carceri. A causa della gravissima carenza di personale, di mezzi di protezione personale e di mancanza di provvedimenti nei confronti di tali soggetti da parte dell'Amministrazione, la popolazione detenuta continua ad avere atteggiamenti di totale mancanza di rispetto nei confronti del Personale, infatti i casi di minacce, sputi e aggressioni ormai sono all'ordine del giorno. Il personale vive in uno stato di abbandono e di assenza totale di tutela: si avverte infatti un clima di malessere generale e di massima tensione. E, come sempre, è sempre e solo la Polizia Penitenziaria, con le sue donne ed i suoi uomini in prima linea 24 ore al giorno, a confrontarsi con questi disagi e con le conseguenze che questi producono. Come dimostra quel che è avvenuto a Civitavecchia”.
 

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