Rebibbia: detenuto prova ad evadere dal carcere dopo una fuga sul tetto

E’ accaduto nel Reparto G12. L’uomo aveva tentato di scappare lo scorso 9 ottobre dall’ospedale Sandro Pertini

Il carcere di Rebibbia (immagine di repertorio)

Ci aveva già provato lo scorso 9 di ottobre dall’ospedale Sandro Pertini. Lunedì scorso ha tentato di evadere dal Nuovo Complesso del carcere di Rebibbia ma l’attenta vigilanza della Polizia Penitenziaria ha scongiurato sul nascere il grave evento critico. A dare la notizia è il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE.

Racconta Maurizio Somma, segretario nazionale per lil Lazio del SAPPE: “L'altro ieri un detenuto del reparto G12, dopo aver scavalcato la recinzione del cortile passeggio e quella interposta tra il G12 e G1,1 si è diretto sotto il blocco A di quest'ultimo reparto e poi verso le mura del corridoio che conduce al G11, si è arrampicato sul muro e salito sul tetto, poi è sceso e si è incamminato verso il cortile passeggio del G9, dove, grazie al personale operante ai passeggi, a quello della rotonda del secondo piano e al coordinatore di sorveglianza generale è stato immediatamente intercettato e fermato per infine essere posto sotto sorveglianza a vista e denunciato per tali fatti all'A.G.  . Si tratta, infatti, di detenuto recidivo che lo scorso 9 ottobre aveva già tentato una evasione dall'ospedale S. Pertini di Roma dove era stato tradotto per una visita ambulatoriale urgente”. 

Somma segnala un altro evento critico accaduto al Nuovo Complesso di Rebibbia: “Ieri, invece, nel corso di diversi controlli nei reparti detentivi, è stato rinvenuto e sequestrato un mini cellulare all'interno di una cella di detenuti albanesi allocati al reparto G11. La perquisizione straordinaria li ha sorpresi non consentendo a loro di disfarsi del telefono che avevano lasciato tranquillamente in carica dentro il bagno della cella. Uno di costoro è stato denunciato all'autorità giudiziaria per violazione art. 391 ter c.p. e trasferimento immediatamente all'interno della sezione a custodia chiusa ex art. 32. Tutti sono stati comunque rapportati disciplinarmente e segnalati all'A.G.”

Donato Capece, segretario generale del SAPPE, commenta: “Un plauso va fatto alla Polizia Penitenziaria che, nonostante la gravissima carenza di personale, soprattutto all'interno dei reparti detentivi, è riuscita a ripristinare l'ordine e la sicurezza dell'istituto. A Rebibbia, ormai da parecchio tempo, si lavora in pessime condizioni, sotto organico e con livelli di sicurezza minimi. Servono provvedimenti urgenti a tutela del personale della stessa struttura detentiva. Ed è per questo che mi rivolgo ai vertici nazionali dell’Amministrazione Penitenziaria”.
 

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