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Mercoledì, 22 Maggio 2024
Tensione all'università / San Lorenzo / Piazzale Aldo Moro

Scontri tra studenti e polizia alla Sapienza dopo il "no" dell'ateneo al boicottaggio di Israele

Tensioni durante il Senato accademico, in 300 tentano di fare irruzione al Rettorato. La ministra Bernini: "Solidarietà a Polimeni"

Scontri tra studenti e polizia alla Sapienza, dove nel pomeriggio di oggi, 16 aprile, era in programma una riunione del Senato accademico. Dopo le tende e l’incatenamento di due studentesse sotto al Rettorato, dove era prevista la riunione, gli attivisti hanno organizzato un corteo per le vie della Città universitaria, per chiedere all’ateneo lo “stop agli accordi con Israele”. 

La ricostruzione della questura

Secondo quanto riferito dalla questura di Roma, un gruppo di circa 300 manifestanti ha tentato di fare irruzione nel Rettorato dell’Università ed è stato respinto dal personale impegnato in servizio di ordine pubblico. I manifestanti si sono quindi mossi in corteo all'interno dell'Università. Uno dei partecipanti al corteo è saltato su un auto di servizio della polizia di Stato, danneggiandola, ed è stato arrestato. I manifestanti inoltre hanno danneggiato anche due autovetture del personale di vigilanza interna dell’Università al di fuori del Rettorato. Mentre i ragazzi della Federazione giovanile comunista (Fgc) hanno denunciato la presenza di almeno tre feriti e chiesto le dimissioni immediate della rettrice. In seguito diversi studenti hanno tentato di fare irruzione nel Commissariato Università, senza riuscirvi: sono stati fermati dagli agenti in servizio e un dirigente della polizia di Stato è stato aggredito da un manifestante, che è stato arrestato. Altri si sono diretti verso il Commissariato San Lorenzo, dove era stato portato uno dei manifestanti arrestati. Sui social, in cui sono stati pubblicati alcuni video dello scontro, il coordinamento collettivi Sapienza denuncia cariche da parte della polizia per aver tentato di “raggiungere la questura per riavere i compagni tratti in arresto”.

La posizione della Sapienza

Ad alimentare la rabbia degli studenti è stata anche la decisione del Senato accademico, riunitosi oggi. La Sapienza spiega in una nota che ha approvato "un documento che esprime la posizione dell’Ateneo sui temi della pace e della libertà di ricerca. In primo luogo gli Organi di Governo dell’Università hanno rappresentato, a nome di tutta la comunità, sentimenti di dolore e orrore per l’escalation militare e per la conseguente crisi umanitaria in corso in Palestina. Sapienza si è impegnata a favorire la discussione, il confronto e la libera espressione del dissenso, purché non diventi prevaricazione. In particolare nel documento è stato ribadito l’impegno alla realizzazione di corridoi umanitari e di ulteriori azioni di accoglienza, sostegno e solidarietà per le comunità accademiche coinvolte dal conflitto". L'ateneo aggiunge anche di rifiutare " l’idea che il boicottaggio della collaborazione scientifica internazionale, la rinuncia alla libertà della didattica e della ricerca, e la negazione delle associate responsabilità di ogni singolo ricercatore possano favorire la pace e il rispetto della dignità umana. Al termine della seduta congiunta, il Senato Accademico e il Consiglio di Amministrazione della Sapienza hanno ricordato che il carattere universalistico e libero della ricerca scientifica costituisce la condizione della sua stessa esistenza e la premessa necessaria affinché essa possa trasformarsi in uno strumento di incontro pacifico, scambio e comprensione tra popoli e culture". Una posizione contro cui si scagliano gli attivisti in presidio: "Solo una dichiarazione per pulirsi la coscienza - è l'attacco -. Nessuna intenzione concreta di interrompere la complicità con il genocidio. La risposta del Senato è vergognosa. E sono vergognose le cariche della polizia". 

L'intervento della ministra Bernini

Sulla questione è intervenuta anche la ministra dell'Università e della ricerca, Anna Maria Bernini, che ha espresso solidarietà alla rettrice dell'ateneo romano: "La mia vicinanza alla rettrice, Antonella Polimeni - spiega su X -.La decisione del Senato evidenzia che la comunità accademica non accetta imposizioni da una minoranza che vorrebbe isolare le università italiane dal contesto internazionale. La ricerca non si boicotta''.

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