Cronaca Esquilino / Piazza Vittorio Emanuele II

Esquilino: spinte e insulti al presidio per la sicurezza di CasaPound

Momenti di tensione quando un gruppo di ragazzi ha inveito contro i fascisti del terzo millennio. Il sit in dopo lo stupro di una 75enne avvenuto sotto i portici di piazza Vittorio

Foto CasaPound Italia

Una passeggiata per la sicurezza con momenti di tensione all'Esquilino. E' successo nel pomeriggio di ieri a piazza Vittorio Emanuele II dove CasaPound ha organizzato un sit in in reazione allo stupro di una 75enne consumatosi proprio sotto i portici della piazza del quartiere multietnico della Capitale. Nel corso del mini corteo un gruppo di ragazzi ha cominciato a discutere animatamente con i fascisti del terzo millennio: "Smettetela di prendervela con gli immigrati", una delle frasi urlate contro CasaPound. Da qui i momenti di tensione con spinte e insulti tanto da richiedere l'intervento delle forze dell'ordine che presidiavano il sit in. 

Passeggiata sicurezza CasaPound all'Esquilino

Tornata la calma i militanti di CasaPound, una trentina con in prima fila Davide Di Stefano, responsabile romano di CasaPound Italia e candidato alla Camera nei collegi plurinominali di Roma e del Lazio hanno dato vita al presidio."Stupri, furti e violenze. Basta degrado all'Esquilino", questo lo striscione esposto dai fascisti del terzo millennio, molti dei quali con indosso il fratino di CasaPound Italia, con gli stessi accompagnati da bandiere Tricolori e l'accensione di diversi fumogeni.

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Basta degrado all'Esquilino

Il sit in di CasaPound, partito da via Carlo Alberto è poi proseguito su piazza Vittorio Emanuele II, via Conte Verde per poi snodarsi sotto i portici della piazza con i militanti tornati infine nella loro sede di via Napoleone III. "Se l’Esquilino è ridotto così - le parole di Davide Di Stefano che annunciava il sit in del 15 febbraio - la causa principale è l’immigrazione. Per questo dobbiamo dire a chiare lettere che devono essere bloccati tutti i nuovi arrivi e rimpatriati al più presto tutti i clandestini. Quelli della povera Pamela a Macerata o della donna stuprata a piazza Vittorio non resteranno casi isolati, se non iniziamo a ribellarci”.

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