Cronaca

Teatro Valle al Festival di Venezia. Giro non ci sta: "E' centro sociale a 5 stelle"

Prosegue la polemica per l'occupazione del Teatro Valle. Una delegazione degli occupanti il 4 settembre sbarca al Lido di Venezia con un video autoprodotto. Fermo il dissenso di Giro: "Sono comportamentri illegali che non c'entrano con la cultura"

Continua la polemica in seguito all'occupazione del Teatro Valle. Chi afferma che l'antico teatro romano debba rimanere pubblico, insieme ai tanti artisti sostenitori della protesta, ha annunciato che una delegazione degli occupanti sarà presente il 4 settembre al Festival di Venezia. La loro partecipazione è prevista all'interno della settimana degli autori, con un video autoprodotto che "è una riflessione-provocazione sullo stato del cinema in Italia". A non essere d'accordo con l'iniziativa è il sottosegretario ai Beni e attività culturali, Francesco Giro, secondo cui il teatro Valle "è diventato una sorta di centro sociale a cinque stelle", ma è sicuro che gli occupanti "saranno accolti al Lido di Venezia come degli eroi. Sono gli effetti di una catastrofe antropologica".

L'occupazione del Teatro Valle è iniziata lo scorso 14 giugno e a Ferragosto ha festeggiato insieme alla città, c'erano più di duemila persone, due mesi di protesa, segno che Roma "risponde al forte simbolo che questa occupazione è diventata all'interno del panorama culturale italiano e non solo". Ma anche due mesi di programmazione artistica e di formazione a cui possono partecipare non solo addetti ai lavori ma anche comuni cittadini (ad esempio, il 21, 22 e 23 agosto c'é un laboratorio di Drammaturgia e Azione teatrale con Fausto Paravidino). In questo periodo è anche arrivato l'impegno di tanti artisti che hanno portato la loro solidarietà sul palco del teatro come Elio Germano, Nanni Moretti, Franca Valeri, Andrea Camilleri, Silvio Orlando, Toni Servilllo, Fabrizio Gifuni, Anna Bonaiuto, Claudio Santamaria, Ascanio Celestini, Sabina Guzzanti, Maya Sansa, Jovanotti, solo per citarne alcuni. "Siamo entrati per un buon motivo e ne usciremo solo per un buon motivo", dicono gli occupanti che il 30 settembre organizzeranno un'Assemblea costituente sullo stato della cultura e sulle politiche culturali in Italia

"Noi continueremo, andremo avanti anche il prossimo anno, fino a che non avremo risposte su quello che ci interessa - aggiunge Benedetta rivolgendosi al mondo politico locale e nazionale - abbiamo fatto delle richieste ben precise, come trasformare la struttura in una casa della drammaturgia ma continueremo a lottare anche per un cambiamento radicale del sistema". Il sottosegretario Giro, dal canto suo, non ci sta e si sostiene che "comportamenti illegali come quelli che si stanno consumando al teatro Valle con la cultura non c'entrano assolutamente nulla e la presenza di mille o duemila persone (numero risibile) alle iniziative degli occupanti non legittimano minimamente il loro abuso. Anche nelle loro dichiarazioni di oggi parlano di battaglia, rottura, lotta. Il loro è un discorso solo negativo e di sfida alle istituzioni che poi dovranno pagare i danni dell'occupazione e le loro bollette".

"Accusano ministero e comune di essere rimasti in silenzio - sottolinea Giro - quando è vero l'esatto contrario avendo sia il Ministro Galan sia il sindaco Alemanno rivolto a questi signori innumerevoli appelli rimasti inascoltati a condividere i contenuti culturali e non solo del bando pubblico per affidare ad un gestore privato il teatro perché così si fa a Roma, a Parigi, Madrid e Berlino. Un teatro soprattutto uno prestigioso come il Valle non vive di aria. Ma niente. Da loro noi abbiamo ricevuto solo dei Niet". (Fonte Ansa)

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