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Cronaca

Vigili e tangenti: tre arresti e perquisizioni. "Puniscano i colpevoli"

Avrebbero preteso denaro dall'imprenditore previa minaccia di segnalazione all'autorità giudiziaria di un presunto abuso edilizio. Arrestati 2 vigili e un geometra. Dal Comando: "Non abbiamo ammazzato nessuno"

Tutto era nato dalla denuncia del proprietario di  una nota enoteca della Capitale che aveva detto di essere stato taglieggiato da alcuni agenti della polizia municipale. Nacque così l'inchiesta sul presunto giro di tangenti imposte da alcuni vigili. Oggi, questa inchiesta, raggiunge un punto di svolta: sono state arrestate tre persone ed effettuate perquisizioni.

Gli arrestati sono due vigili urbani e un geometra. I tre, accusati di concussione, sono stati posti ai domiciliari. L'ordinanza di custodia cautelare, eseguita dai carabinieri, è stata firmata dal Gip Filippo Steidl su richiesta del procuratore aggiunto Alberto Caperna e dei sostituti Ilaria Calò e Lara Condemi.

Nell'inchiesta sono indagati alcuni vigili urbani del I Gruppo di Roma per concussione: avrebbero taglieggiato il proprietario di un'enoteca che aveva modificato legittimamente la destinazione d'uso di un magazzino, adibito ad ufficio. Gli accertamenti, affidati al pm Laura Comdemi, hanno preso spunto dall'esposto presentato dallo stesso comando dei vigili urbani al quale l'imprenditore, con una lettera inviata anche al sindaco Gianni Alemanno, aveva segnalato la vicenda. In sostanza, i vigili del I Gruppo (che ha competenza sul centro storico della capitale) finiti nel mirino degli inquirenti avrebbero preteso denaro dall'imprenditore previa minaccia di segnalazione all'autorità giudiziaria di un presunto abuso edilizio.

"Ci sentiamo sotto tiro, non abbiamo mica ammazzato qualcuno. Facciano tutte le inchieste che vogliono, ma non possono attaccare l'intero I Gruppo. Se sono colpevoli puniscano loro e solo loro". L'aria si taglia con un coltello al Comando del I Gruppo dei vigili urbani di Roma dove nessuno, o quasi, è intenzionato a commentare l'inchiesta.

Il comandante Stefano Napoli non c'é, dicono all'Ansa dalla sede di via della Greca, tra il Circo Massimo e la Bocca della Verità. Il vicecomandante dice solo 'no comment', la consegna è di non fare dichiarazioni. Negli uffici c'é preoccupazione per il possibile assedio della stampa e si pensa a come tenere fuori i microfoni. All'esterno, dove il via vai delle auto in servizio è continuo, senza dare il nome qualcuno accetta di commentare la vicenda.
 

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