Cronaca Via di Grottarossa

Tangenti per la gestione delle camere mortuarie: arrestato il direttore generale del Sant'Andrea

Cinque lo ordinanze di custodia cautelare emesse dal Tribunale di Roma. L'affare gestito tramite la famiglia Primavera che gestiva lo spaccio di droga nella zona di San Basilio

L'ospedale Sant'Andrea

Un mega appalto da un milione e mezzo di euro all'anno. Questo l'ampio raggiro smascherato dagli inquirenti nel corso di una maxi indagine che ha portato  all'esecuzione di nove ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettanti soggetti. Fra loro il direttore generale dell'ospedale Sant'Andrea, Egisto Bianconi, che dovrà difendersi dalle accuse di turbata libertà degli incanti, rivelazione ed utilizzazione di segreti di ufficio e corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio. La scoperta nell'ambito di una attività investigativa partita dallo spaccio di droga gestito nella zona di San Basilio dalla famiglia Primavera

CAMERE MORTUARIE - Proprio da queste investigazioni, che hanno portato all'emissione di quattro ordinanze di custodia cautelare, le indagini hanno fatto emergere la vicenda della gara d’appalto indetta dall’Azienda Ospedaliera Sant’Andrea e protrattasi fino al novembre 2014 per l’affidamento dei “servizi inerenti i decessi in ambito ospedaliero con annessa gestione della camera mortuaria” del nosocomio in relazione alla quale sono state documentate condotte di rivelazione di segreto d’Ufficio, turbata libertà degli incanti, corruzione ed indebita induzione all’erogazione di utilità.

POMPE FUNEBRI - Le investigazioni della Squadra Mobile hanno permesso di documentare, in tale contesto, l’assegnazione fraudolenta dell’appalto, a favore di Luciano Giustino Taffo e del figlio Daniele, noti imprenditori titolari dell’omonima ditta di pompe funebri della Capitale.

MOGLIE DI GUERINO PRIMAVERA - Il progetto criminoso parte, in realtà, da Daniela Chimenti, moglie di Guerino Primavera la quale, impiegata quale operaia nella società di pulizie Linda srl sita all’interno del Sant’Andrea, era venuta anticipatamente a conoscenza, in via riservata, della prossima indizione, da parte dell’Azienda Ospedaliera di una gara d’appalto per i “servizi mortuari” ed aveva attivato il Guerino Primavera con il suo amico Luciano Giustino Taffo che si era mostrato sin da subito interessato all’affare.

CONTATTO GIUSTO - Da quell’iniziale input, la Chimenti aveva interessato una sua collega di lavoro Barbara Severini che, dietro promessa di una congrua remunerazione, unitamente al marito Fabrizio Coppola, imprenditore edile di Campagnano avevano trovato il “contatto giusto” nella persona di Egisto Bianconi, direttore amministrativo, prima, ed attualmente direttore generale dell’azienda ospedaliera Sant’Andrea.

APPALTO PILOTATO - Il Bianconi, messo quindi in contatto con i Taffo, ha in vario modo “pilotato” avvalendosi del suo collaboratore Filippo Zanutti, responsabile unico del procedimento e presidente della commissione di gara, l’aggiudicazione dell’appalto facendo conoscere anticipatamente ai Taffo il contenuto del bando di gara che veniva loro materialmente consegnato, per il tramite del Fabrizio Coppola, venti giorni prima della sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.

OFFERTA INECCEPIBILE - Veniva, infine, confezionata da parte della ditta Taffo Srl un’offerta tecnica ed economica ineccepibile da un punto di vista formale che sbaragliava il precedente aggiudicatario dell’appalto e gli altri controinteressati, con la promessa da parte dei Taffo della consegna a Egisto Bianconi di una somma di denaro nonché di procedere ad assunzioni presso la propria ditta di persone appartenenti ai nuclei familiari del Primavera e del Coppola.

INTERCETTAZIONI - Emblematiche le conversazioni intercettate nelle quali gli indagati - avuta notizia dell’aggiudicazione formale dell’appalto da parte dei Taffo - avevano esclamato con spirito “predatorio” che di lì a poco sarebbe arrivato per loro un lauto guadagno “…ha vinto……tirasse fuori i soldi….non siamo ragazzini nessuno: queste cose uno ce magna…”.

GIRO D'AFFARI - In particolare, emerge il comportamento spregiudicato delle colleghe di lavoro Daniela Chimenti e Barbara Severini allorquando nel calcolare il “giro d’affari” della camera mortuaria del Sant’Andrea riferivano che “….effettua la media di cinquecento decessi all’anno….a tre mila euro la media a funerale…. e` un milione e mezzo di euro l’anno…” facendo, altresì, riferimento alle loro aspettative di guadagno “…..e noi vogliamo mangiare anche un bel piattino de fettucine … poi ce` il salmone e altre cosette….me raccomanno …. che questo io entro a lavora con loro faccio la becchina, glie faccio…".

PERQUISIZIONI - Contestualmente all’esecuzione delle misure cautelari in carcere sono state eseguite circa 20 perquisizioni locali nei confronti di altrettanti indagati effettuate congiuntamente dalla Squadra Mobile e dalla Compagnia Carabinieri “Montesacro”.

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