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'Mazzette' da 1000 euro per chiudere un occhio: arrestato altro ispettore della Asl

La scoperta della richiesta di tangenti in seguito all'arresto di due colleghi del medesimo distretto sanitario capitolino avvenuto lo scorso aprile. In manette un 57enne

Mille euro per chiudere un occhio e aprire una mano con la quale poter ricevere la 'bustarella'. Dopo l'arresto due ispettori in servizio presso il Servizio Veterinario della Asl Rm E, messo un atto lo scorso mese di aprile dagli agenti della Squadra Mobile di Roma a seguito di una denuncia presentata dal titolare di un ristorante in zona Prati, gli investigatori hanno eseguito un nuovo arresto, ancora per tangenti e sempre a carico di un ispettore del medesimo distretto sanitario, un 57enne romano con l'accusa di "concussione".

PRIMI DUE ARRESTI - I primi due arresti arrivarono al termine di un'indagine coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma, nel corso della quale sono stati arrestati, nella flagranza del reato di concussione, di due ispettori di 52 e 62 anni, in servizio presso il Servizio veterinario dell’Asl Rm E.

PERQUISIZIONI DOMICILIARI - Nel contesto di tale operazione, sono state eseguite anche le opportune perquisizioni nel corso delle quali è stata rinvenuta numerosa documentazione la cui analisi ha permesso di dedurre che i due indagati potevano aver assunto i medesimi illeciti comportamenti anche nei confronti di altri numerosi imprenditori ed in correità con altri dipendenti pubblici.

TERZO ISPETTORE - Di conseguenza ha avuto inizio un’attività investigativa che ha permesso di accertare responsabilità penali a carico di un altro ispettore dell’Asl Rm E, di 57 anni, per il medesimo reato.

DUE MAZZETTE DA 1000 EURO - Infatti nel prosieguo delle attività di indagine, sono emerse le responsabilità dell'uomo, in ordine a due episodi di concussione nei confronti di ristoratori della Capitale, dai quali si è fatto consegnare la somma di 1.000 euro per evitare di comminare loro una multa per anomalie riscontrate nel corso di un’ispezione compiuta presso gli esercizi commerciali riconducibili alle vittime nei confronti del quale il Tribunale di Roma ha emesso un’ordinanza di custodia agli arresti domiciliari che è stata eseguita nella giornata del 22 luglio.

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