Tamponamento alla stazione La Celsa: nel "day after" richieste di maggiore sicurezza

Dopo il tamponamento tra treni il Codacons chiede il risarcimento danni per i passeggeri mentre Atac dichiara di lavorare sulla sicurezza dei trasporti. Ripreso regolarmente il servizio sulle tratte Roma-Civitacastellana-Viterbo e Flaminio - Montebello.

La giornata di ieri è stata un vero incubo per i viaggiatori della tratta Roma - Viterbo. Lo scontro dei due treni alla stazione La Celsa ha causato tanta paura ma per fortuna la tragedia è stata solo sfiorata. Circa settanta passeggeri sono trasportati al Gemelli dove, Giorgio Meneschincheri, responsabile del pronto soccorso, ha fatto scattare il piano di maxi emergenza con tanto di assistenza psicologica. Il peggio è passato ma il trauma no.

Oggi è ripreso regolarmente il servizio della ferrovia regionale Roma-Civitacastellana-Viterbo sia sulla tratta urbana Flaminio - Montebello che sulla tratta extraurbana Montebello - Viterbo. E mentre sono in via di completamento le operazioni di ripristino della circolazione nei pressi della stazione La Celsa si riflette, si tenta di capire e si cercano le soluzioni affinchè certe cose non si ripetano più.

"Stiamo lavorando per la sicurezza e continueremo a farlo. Apriremo un'indagine interna con una commissione oltre naturalmente all'indagine delle autorità preposte - ha detto l'amministratore delegato di Atac, Adalberto Bertucci - I nostri mezzi sono sicuri - ha tenuto a sottolineare il dirigente - e stiamo lavorando affinché certi episodi non accadano mai più. Ci stiamo apprestando anzi ad una verifica complessiva", ha spiegato ricordando che i nuovi organi dirigenti si sono insediati da gennaio. "E' mio preciso impegno come amministratore delegato - ha aggiunto - che i cittadini viaggino sicuri". Bertucci ha poi sottolineato che "il fatto che i treni siano lievemente danneggiati dimostra che procedevano ad una velocità moderata". Poi, riferendosi al convoglio tamponante, Bertucci ha fatto notare come esso sia praticamente illeso, tanto da, a suo dire, poter essere rimesso in servizio, volendo.

Il presidente del Codacons, Carlo Rienzi ha definito l'incidente: "assurdo e inspiegabile che fa nascere molte domande sul livello di sicurezza dei trasporti nella capitale. Come è possibile che nel 2010 un treno si scontri con un altro fermo sui binari? - si domanda Rienzi - I moderni sistemi di sicurezza non dovrebbero escludere categoricamente la possibilità di incidenti simili? L'episodio, che si aggiunge al deragliamento avvenuto il 10 marzo scorso sulla tratta Roma-Lido, getta ombre inquietanti e sottolinea l'esigenza di una verifica generale sulla sicurezza dei trasporti pubblici nella capitale, al fine di garantire e tutelare centinaia di migliaia di utenti che ogni giorno utilizzano treni, tram e metropolitane". Il Codacons chiede all'Atac di risarcire i passeggeri presenti sul convoglio per i danni fisici e morali subiti. In caso contrario, l'associazione é pronta a intraprendere le vie legali contro l'azienda.

Intanto, il presidente della Regione, Renata Polverini, ieri, dopo l'accaduto ha riunito i funzionari del dipartimento regionale trasporti ed ha convocato il direttore di esercizio di Atac (ex Metro) Gennaro Maranzano per una prima ricostruzione della dinamica dell'incidente, in attesa che si accertino le responsabilità su quanto accaduto. Polverini ha annunciato di voler "aprire immediatamente un confronto con Atac e con il Comune di Roma per verificare lo stato di attuazione degli interventi sulla tratta interessata". "Più in generale - ha aggiunto Polverini - intendo rivedere e valutare la situazione complessiva del trasporto pubblico locale di competenza della Regione, non solo per garantire la massima sicurezza al trasporto dei pendolari ma anche una maggiore qualità del servizio, come peraltro già indicato tra le priorità del mio programma elettorale, ora azione di governo".

Più sicurezza è stata invocata anche dal presidente della Provincia di Roma, Zingaretti che ha dichiarato: "Occorre che le istituzioni, ognuna con livelli di competenza differenti, rispondano in maniera netta e decisa alle richieste dei pendolari. Il miglioramento della sicurezza, della rapidità e la serenità nei trasporti devono essere garantite alle centinaia di migliaia di persone che ogni giorno, per lavorare e studiare, arrivano a Roma. Come Amministrazione provinciale siamo perciò a disposizione, anzi auspichiamo, che si attivi qualsiasi strumento, anche gestito dal Prefetto, che riesca a coordinare con più efficienza il settore dei trasporti".

Infine, i passeggeri, incidente a parte, lamentano la scarsa qualità del servizio di trasporto ferroviario della tratta regionale che non li ha mai soddisfatti in termini di qualità. "Questa linea ha tanti disservizi, mio figlio la prende tutti i giorni e mi dice che, ad esempio, le porte non chiudono quasi mai - ha detto Giovina Azzuni, titolare di una rivendita di materiali edili a pochi metri dalla Stazione La Celsa. Tra l'esercizio della signora e la linea ferroviaria c'é solo un basso muretto di cinta. "Mio marito che è arrivato attorno alle 6.45 ha sentito il botto e ha visto la gente spaventata che usciva dalla stazione - ha spiegato Giovanna - Mi ha chiamato subito e dato che mio figlio prende sempre questa linea per andare a scuola io mi sono preoccupata e l'ho fatto rimanere a casa. E' una linea che ha tanti problemi - aggiunge la donna - i treni sono sempre pieni, sporchi, e c'é sempre cattivo odore. Ci sono spesso molti nomadi. Inoltre ci sono dei disservizi: mio figlio qualche giorno fa ha anche perso il compito in classe".

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Per la donna l'incidente avrà anche delle conseguenze sui suoi affari, perché il tratto della Flaminia parallelo alla strada ferrata è stato chiuso per un lungo tratto per permettere l'accesso ai soccorsi e alle forze dell'ordine: "Se qui non possono arrivare i miei clienti, come faccio? Mica potranno tenere chiuso tutto il giorno".

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