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Boom di topi d'auto: a Monte Mario una taglia per provare a fermarli

Il progetto prevede "l'istituzione di una ricompensa ai cittadini che aiuteranno le forze dell'ordine a catturare la banda di topi d'auto che da molti mesi colpisce il quartiere"

A Monte Mario si è tornati indietro nel tempo. Erano gli anni '80 quando si rompevano i vetri delle auto per rubare le autoradio e tutto quello che c'era all'interno. Oggi, nel 2014, il fenomeno è ripreso in maniera prepotente, tanto da spingere gli abitanti del quartiere a fissare un taglia per assicurare alla giustizia la banda dei topi d'auto. A darne notizia è il Comitato Roma Libera che racconta come siano vertiginosamente aumentati i furti di stereo, navigatori satellitari e oggetti vari. Questo quando a non essere portata via non è proprio l'auto per intero.

"Il progetto", spiegano l'associazione, "prevede l'istituzione di una ricompensa ai cittadini che aiuteranno le forze dell'ordine a catturare la banda di topi d'auto che da molti mesi colpisce Monte Mario. Qui puntualmente ogni notte vengono distrutti i vetri di molte auto posteggiate, spesso nei pressi della stazione ferroviaria, per rubare navigatori, impianti stereo e quant'altro".

L'iniziativa ha già trovato il sostegno di un nutrito gruppo di residenti e commercianti della zona. "Chiamatela ricompensa, taglia, o come vi pare, ma la crisi economica", scrive ancora il comitato, "ha fatto riesplodere questi fenomeni di microcriminalità, con i cittadini sempre più soli nel fronteggiare il problema. Per questo chiediamo al sindaco Marino e alle autorità competenti di intensificare i controlli in determinate zone della nostra città".

A commentare la taglia è il sindacato della polizia locale Sulpl. Il segretario regionale del Lazio, Alessandro Marchetti, afferma: "Si tratta di un segnale che nella Capitale la sicurezza è tornata indietro di 5 anni. Quando la politica latita torna la sicurezza fai da te. Fra un po', vedrete, si risentirà parlare anche di ronde. L'indirizzo che ha dato il sindaco Marino alla Polizia locale è improntato principalmente sull'aumento delle contravvenzioni e non certamente per intensificare la presenza di divise e controlli sul territorio. Non dimentichiamoci che ha pure rallentato il concorso per l'assunzione di nuovi vigili, e questi sono i risultati".

Marchetti se la prende anche con Zingaretti: "La legge regionale 1 del 2005 prevede ad esempio l'istituzione di un comitato consultivo sulle Polizie locali, a titolo gratuito, che è sempre stato nominato dai presidenti precedenti e che ha il compito di studiare i fenomeni sociali e predisporre progetti, regolamenti, strumenti e formazione a supporto delle polizie locali. Ma è sparito tutto. Multe, multe multe, alla solita politica interessa solo che i poliziotti locali spennino i cittadini, altro che sicurezza".

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