Cronaca

Tagli al comparto sicurezza: la città sarà ancora sicura?

Il comparto sicurezza in ginocchio per i tagli ai fondi previsti, caserme sotto organico, volanti vecchie, malfunzionanti e settori bloccati. Intanto si indice una manifestazione per ottobre

Una scure si sta abbattendo sulla sicurezza della capitale, non quella determinata dal susseguirsi di atti crminali e omicidi che le procurano imbarazzanti paragoni con città storicamente più violente come Napoli o Londra, ma quella economica, impersonificata dai tagli decisi dal governo e che si stanno abbattendo sull'intero comparto sicurezza. Comparto sicurezza o, per essere più, esemplificativi: polizia di stato, polizia penitenziaria, vigili del fuoco, corpo forestale, nonché aeronautica e marina; per intenderci quei corpi istituiti per tutelare la sicurezza del cittadino.

Il rischio concreto che comportano i tagli previsti nella nuova manovra economica – al momento si parla di 500 milioni, ma si attende ancora il decreto definitivo – è che, in città, potrebbe prospettarsi uno scenario in cui gli agenti non possono uscire dalle caserme perché le volanti non funzionano e non ci sono i soldi per sistemarle o quello di attese in linea al 113 perché manca chi risponde.

Ci spiega meglio la situazione Filippo Girella dell'Ugl Polizia di Stato: “Gli effetti di questi tagli si vedranno sull'attività della Polizia di Stato. Questa estate nella questura di Roma su 90 volanti ne funzionavano 15, le altre 75 non erano disponibili perché incidentate o non funzionanti, ma per ripararle servono i soldi" (Soltanto tra giugno e luglio a Roma ci sono stati 9 omicidi ndr.). Il problema già esiste e va a ledere direttamente i residenti che non possono essere supportati e protetti se il numero degli agenti che può muoversi per la città diminuisce. I tagli rischiano quindi di bloccare le attività delle forze dell'ordine che, per assurdo, potrebbero ritrovarsi con meno cibo da dare ai cani per quanto riguarda le unità cinofile, senza benzina per le macchine o senza fondi per comprare da mangiare ai detenuti visti i tagli anche alla polizia penitenziaria.

Un altro rischio che si paventa in città è quello della chiusura della caserme: queste sono strutture che spesso sono in affitto e, di fatto, senza soldi la mensilità non si può pagare, aspetto che comporterebbe una situazione ben precisa: interi quartieri senza forze dell'ordine che presidiano il territorio, senza distinzione tra centro e periferia, tra zone più tranquille e quelle più insicure. Ci spiega ancora Girella: “Per razionalizzare i costi si chiudono le scuole di polizia, ma in diverse città si chiudono anche le caserme. A Roma, al momento, c'è una situazione di disagio, perché molti commissariati sono sotto organico di 40 o 50 persone, quindi pur rimanendo aperti non riescono a compiere tutte le attività che farebbero in condizioni normali e questo, ovviamente, si riflette sulla sicurezza dei cittadini.”

Gli esempi di questa situazione non sono pochi, ma possono essere schematizzati in poche parole, senza soldi per la benzina: le volanti, quando si chiama il 113 resteranno in commissariato, in caso di incendio non arriveranno i vigili del fuoco e un detenuto, colpevole o innocente che sia, non può essere tradotto per presenziare al suo processo.


La situazione è talmente calda che i sindacati hanno deciso di muoversi e mobilitarsi a ottobre in una manifestazione a Roma in cui, i comparti di sicurezza manifesteranno contro il governo; chiaramente non in divisa, ma prendendo un giorno di permesso. Sono il  SIULP, SAP, UGL-Polizia di Stato, CONSAP, SAPPE, UIL Penitenziaria, FNS CISL Penitenziaria, UGL Penitenziaria, SAPAF, UGL Forestale Fe.Si.Fo, FNS CISL Forestale, FNS CISL UIL Forestale, VV.FF, CONAPO, UGL VV.FF che, dopo una riunione nel corso della quale hanno preso atto che le Forze di Polizia, il soccorso pubblico e la stessa Difesa non hanno più fondi hanno deciso di mobilitarsi.

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