Contro le liste d'attesa di nidi e materne, ecco le tate a domicilio

Si chiamano tagesmutter: si tratta di una figura professionale in voga soprattutto nell'area scandinava e che da febbraio è presente anche nel Lazio con grande successo tanto che vengono chiesti nuovi corsi di formazione

"Mamma di giorno", una nuova figura professionale per il mondo dell’infanzia per combattere il precariato e un nuovo servizio per abbattere le interminabili liste d’attesa dei nidi comunali e delle materne comunali e statali della capitale. Mary Poppins provvidenziali per i genitori lavoratori che, ritualmente, vedono esclusi i propri pargoli dalle strutture pubbliche e non dispongono di nonni che li tengano.

Rivolgersi a un nido privato o a una baby sitter a ore negli tempi di crisi è un lusso per sempre più poche famiglie. Ecco che è arrivata anche nel Lazio una nanny qualificata che opera in casa propria accudendo un gruppetto di 5 bimbi dai 0 ai 6 anni a prezzi inferiori a quelli dei nidi comunali.
Un lavoro non nuovo, quello della Tagesmutter, assistente materna diffusa nei paesi dell'Europa centrale e nell'area scandinava, da sempre all'avanguardia nei servizi sociali e  importato a inizio anni Novanta nelle province di Trento e Bolzano.

Dallo scorso febbraio finalmente sono sbarcate anche a Roma, un centinaio di “mamme di giorno”, dopo un corso di formazione di 250 ore dell'Assessorato Regionale alla Formazione ed ora 40 sono sul campo, accudendo i primi 80 bimbi iscritti al servizio nelle loro case-nido sparse nei vari municipi. 

“Stanno riscuotendo molto successo questi nidi familiari e si prevede un aumento delle iscrizioni”, afferma Carla Desantis, coordinatrice della Cooperativa Santi Pietro e Paolo del Consorzio "Casa Nido" che coordina il progetto e controlla l’operato delle tate a domicilio. “Ci auguriamo che la Regione promuova nuovi corsi di formazione e soprattutto che la gente possa usufruire di questo servizio che è molto flessibile, in quanto si riparte in varie fasce orarie a scelta dei genitori a seconda delle esigenze. Le operatrici hanno un contratto a progetto.”

Un’occasione che Laura, educatrice romana precaria, 28enne, ha colto al volo: “Lavoravo come baby sitter, poi come educatrice degli asili nido e materne soprattutto private. Ora lavoro in casa mia dalle 7.30 alle 18, con un piccolo gruppo di 5 bimbi,  che si trovano più a loro agio in un ambiente familiare. Il rapporto è più stretto e individualizzato, mentre all’asilo nido ci sono più bambini per una sola operatrice. Li coinvolgo in varie attività ludiche e motorie, divisi per fasce d’età, li faccio mangiare. Il cibo è preparato da una cuoca appositamente formata”.

Appagata anche Elisa, una tata che accudisce i bambini insieme alle proprie bimbe: “Questo è un servizio molto flessibile, ci sono alcune mie colleghe che lavorano persino la notte, o nei week end, proprio per dare la possibilità a tutti i genitori di avere qualcuno che si occupi dei loro bimbi.
La cosa più bella di questo lavoro? Niente stress, niente traffico, poter stare insieme alle mie bimbe e quando vedo il viso tranquillo della mamma della mia piccola ospite e il suo visetto sorridente, mi sento appagata. e che sto svolgendo un lavoro socialmente utile”.

Un servizio personalizzabile e flessibile, che permette alla famiglia di sceglierlo strettamente per il numero di ore necessario, e pure conveniente in quanto la quota contributiva a carico della famiglia è di appena 3€ l’ora, contro le 8€ , minimo, di una baby sitter ed il massimo di una retta mensile non può superare le 300€. Per diventare per  una “mamma di giorno”, traduzione dal tedesco Tagesmutter bisogna avere tra 21 e 50 anni, essere residenti o domiciliate nel Lazio, disoccupate o inoccupate, purchè provviste di una casa spaziosa, accogliente e soprattutto sicura.

Per informazioni il call center del Campidoglio (060606), o www.casanido.com.

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