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Martedì, 25 Gennaio 2022
Cronaca

Sul Tevere con una macchina galleggiante

Ieri a Roma si è chiusa la prima parte del viaggio di Marco Amoretti che riprenderà la prossima primavera per arrivare a Venezia alla mostra del Cinema e alla Biennale

Circumnavigare l'Italia, da La Spezia a Venezia, in auto. Un viaggio a bordo di una Maserati Biturbo dell'80 trasformata in un improponibile mezzo galleggiante. E' questa l'avventura, folle e poetica, che sta vivendo Marco Amoretti, 39 anni di Sarzana, che a colpi di 60 miglia al giorno, di porto in porto e accompagnato dagli occhi increduli di marinai, pescatori, skipper e bagnanti, sta scendendo lungo il Tirreno per poi risalire l'Adriatico con l'ambizione di arrivare a Venezia.

«Mi sa che ho sbagliato i tempi di navigazione e sono partito un po' troppo tardi - dice sorridendo Marco mentre si appresta a risalire il Tevere nel tentativo di approdare a Roma -. Arriverò a Festival concluso, però c'è sempre la Biennale, e lì magari trovo uno spazio per esporre l'idea del mio film». Sì, perché la spedizione in "automare" ha un obiettivo preciso: trovare i fondi, e possibilmente un produttore, per realizzare un documentario su un'altra impresa epica portata a termine del 1999 da Marco, insieme a due fratelli e a un amico: la prima attraversata in automobile dell'Atlantico.

Un progetto ideato dal sognatore e avventuriero padre di Marco, costretto però ad abbandonare la sfida a causa del sopraggiungere di un mare incurabile: fu così che i quattro giovanissimi decisero di portare a termine quel sogno, a bordo di due Ford riempite di polistirolo, viveri, strumentazioni varie e trainate da un paracadute ascensionali. Da La Palma a la Martinica, 119 giorni in balia delle onde per dimostrare al padre, morto proprio in quei quattro mesi, che la sua utopia era realizzabile. «Ho tantissimo materiale video, e mi piacerebbe intitolare il film "Inseguendo un sogno nell'oceano". Tutte le informazioni e un po' di immagini dell'epoca si possono trovare sul sito www.artemobile.org: spero davvero che il mio giro d'Italia possa accendere l'interesse di qualcuno».

https://www.artemobile.org/it/index.html

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