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Cronaca Morlupo

Morlupo: stuprata e picchiata selvaggiamente da un amico del fidanzato

La violenza sessuale è avvenuta in un ex supermercato da tempo trasformato in rifugio per clandestini, balordi e disperati. L'aggressore ha infierito su di lei picchiandola

carabinieri_16Una giovane ragazza di 23 anni è stata stuprata è picchiata a Morlupo da un cittadino romeno di 38 anni, nullafacente e senza fissa dimora; l'aggressore è un amico del suo fidanzato. La vittima, incensurata, è disoccupata e vive con i genitori. Venerdì, lei e il suo fidanzato avevano deciso di trascorrere la notte insieme, nell'ex cash and carry di Morlupo. Lì hanno incontrato un amico di lui che, come ha poi raccontato la giovane, ha fatto ubriacare il suo compagno per poi abusare di lei. Durante la notte la ragazza è poi riuscita a fuggire e a sporgere denuncia ai carabinieri che, nel giro di poche ore, hanno individuato e arrestato l'uomo. Lei, dopo essere stata visitata e medicata è tornata a casa dai genitori. Il presunto stupratore è stato rinchiuso nel carcere di Rebibbia, dove nei prossimi giorni sarà sottoposto all'interrogatorio di garanzia.

La violenza sessuale è avvenuta in un ex supermercato da tempo trasformato in rifugio per clandestini, balordi e disperati. L'uomo, amico e connazionale del fidanzato della giovane, è stato arrestato dai carabinieri della compagnia di Bracciano e della stazione di Castelnuovo di Porto. Nelle stesse ore, i medici dell'ospedale Sant'Andrea di Roma hanno accertato che la giovane aveva effettivamente subito lo stupro e che il romeno ha infierito su di lei, provocandole tumefazioni ed ecchimosi, per impedirle di sottrarsi alla violenza. Per raggiungere Morlupo da Roma, la ragazza e il fidanzato avevano utilizzato il treno regionale che percorre tutta la Flaminia e che passa dalla stazione di Tor di Quinto, luogo in cui la sera del 30 ottobre 2007 fu violentata e picchiata a morte Giovanna Reggiani, l'impiegata del ministero della Difesa che rientrava a casa dopo una giornata di lavoro. L'ambiente in cui viveva il suo assassino, condannato all'ergastolo, è simile a quello in cui è avvenuto lo stupro della ragazza: locali pieni di sporcizia, violenza, povertà estrema, nei quali l'alcol serve a scaldarsi e a stordirsi. Proprio in un posto del genere vive il fidanzato della giovane violentata la scorsa notte che da tempo era in Italia, ma senza un lavoro fisso. Di tanto in tanto trova un'occupazione come manovale in qualche cantiere edile o come bracciante in campagna. (Fonte Ansa)

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