Sabato, 31 Luglio 2021
Cronaca

Stupro del Circeo: "Festeggiavamo alla maniera rumena"

I quattro stupratori di gruppo del Circeo davanti agli inquirenti hanno dichiarato che stavano festeggiando il compleanno della vittima "alla maniera rumena". Alemanno, intanto, lancia l'allarme sul rischio di un aumento delle violenze sessuali.

Volevano farle festeggiare il compleanno, in un modo particolare alla "maniera rumena",così hanno spiegato agli inquirenti i quattro arrestati per la violenza di gruppo del Circeo. La donna stuprata, una rumena di 41 anni, era stata condotta nell’appartamento degli stupratori, tre suoi connazionali e un indiano tutti tra i 20 e i 30 anni di età,a San Felice Circeo e lì violentata e pestata a sangue.

Le forze dell’ordine sono state avvertite da una vicina messa in allarme dalle urla disperate durate tutta la notte che nulla avevano a che fare con una festa innocente. Gli agenti hanno trovato la vittima rannicchiata sul letto piena di sangue che disperatamente diceva: "Mi hanno violentata, erano quattro".

La donna è stata immediatamente portata in ospedale ed operata d’urgenza con prognosi ancora riservata. L’idea dello stupro è partita dal più giovane degli arrestati appena ventenne che violentava la donna mentre gli altri incitavano.

San Felice Circeo è ancora teatro di una violenza carnale dopo l’ormai famigerata strage del Circeo del 1975 e fa parlare di sé per uno stupro di gruppo.

Il sindaco di Roma Gianni Alemanno, in un intervista rilasciata al Tg La7 lancia l’allarme sul rischio di una prolificazione delle violenze sessuali: "Dobbiamo stare molto attenti perché il rischio di un aumento delle violenze sessuali è presente nel nostro Paese".

Le motivazioni date dal sindaco per questo possibile aumento sono viste in alcune sacche di immigrate e nella mercificazione della donna: “"Da una parte può esserci una mercificazione del sesso, una cultura consumistica che vede le donne come oggetti da utilizzare; dall'altro, possono esserci atteggiamenti da parte di aree di immigrati che vedono ancora la donna, in maniera arcaica, come oggetto di dominio. Per questo, dobbiamo stare attenti perché le donne possano difendersi sia per strada che tra le mura domestiche"  
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