Stupro alla discoteca Factory, arrestato un 'buttafuori': è accusato di violenza sessuale di gruppo

Dopo il primo arresto le indagini non si sono fermate e hanno consentito di individuare un secondo responsabile della violenza, un 35enne addetto alla sicurezza della discoteca

Un 'buttafuori' di 35 anni è stato arrestato perché accusato di violenza sessuale di gruppo. Secondo le indagini della polizia, infatti, lui (un tunisino) è uno dei responsabili dello stupro avvenuto nella discoteca Factory Club nella notte tra il 18 e il 19 maggio. Nella prima parte delle indagini in manette, lo scorso 18 luglio, finì già un 25enne romeno.

Lo stupro alla discoteca Factory

I fatti si svolsero nella notte tra il 18 e 19 maggio quando una giovane donna fu soccorsa all'interno della discoteca dopo aver subito una violenza sessuale di gruppo da parte di tre uomini a lei sconosciuti, in un ambiente di servizio di pertinenza del locale, mentre era in corso una serata con centinaia di persone che ballavano a pochi metri di distanza.

Il personale della IV Sezione della Squadra Mobile, specializzato nel contrasto ai reati di violenza di genere, coordinato dai Magistrati del Gruppo VIO della Procura della Repubblica di Roma, avviò subito una complessa e articolata attività investigativa, che portò dopo qualche settimana all'individuazione di uno dei tre violentatori e uno di questi (ora in carcere).

Arrestato secondo responsabile della violenza sessuale di gruppo

Le indagini non si sono fermate e hanno consentito di individuare un secondo responsabile della violenza, un tunisino di 35 anni, addetto alla sicurezza della discoteca. Lui, "il secondo uomo vestito come un addetto alla sicurezza" - così la vittima lo ha descritto la vittima - , è sopraggiunto mentre stava subendo gli abusi del primo.

La ragazza ha sperato che giungesse in suo aiuto ma lui, invece di soccorrerla, non ha esitato a sopraffarla con la forza insieme al romeno ora in carcere, e anche lui in servizio quella sera.

Aveva lasciato l'Italia

Gli investigatori, partendo dalla descrizione fatta dalla ragazza, hanno identificato tutto il personale di sicurezza e di servizio presente nel locale, con molte difficoltà dovute alle incongruenze nelle dichiarazioni degli organizzatori della serata.

Le informazioni acquisite sono state incrociate con le testimonianze di alcuni giovani che si trovavano nel locale e così il cerchio si è ristretto intorno al 35enne, uno dei buttafuori "in regola", addetto all'area della discoteca attigua al luogo della violenza sussuale. L'uomo, pochi giorni dopo i gravi fatti, aveva anche lasciato l'Italia per rientrare in Tunisia.

Decisivo il Dna

La certezza sulla corretta direzione dell'ipotesi investigativa è arrivata con la comparazione del Dna dell’uomo, che è stato ritrovato sulla vittima e sugli abiti che indossava.

Nella serata di ieri, certo che le acque si fossero calmate per il trascorrere del tempo, il 35enne è sbarcato dalla Tunisia all'aeroporto di Fiumicino dove personale della Squadra Mobile di Roma, in collaborazione con la Polizia di Frontiera di Fiumicino, lo ha tratto in arresto in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Roma.

Il provvedimento restrittivo, disposto all'esito delle approfondite indagini che hanno fatto emergere a suo carico gravi indizi di reato per violenza sessuale di gruppo aggravata e lesioni, ha aperto anche per lui le porte del carcere di Regina Coeli.

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L'attività degli investigatori è ancora in corso al fine di individuare il terzo responsabile del grave delitto. Nei giorni successi alla violenza, il Questore di Roma aveva revocato licenza al Factory Club.

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