Stupratore di Velletri: Maher Djebali condannato a 15 anni di carcere

Il 27enne tunisino è stato giudicato in primo grado dal Tribunale di Velletri. E' ritenuto il responsabile di due violenze perpetrate ai Castelli Romani nel febbraio del 2013

Maher Djebali

E' stato l'incubo delle giovani donne dei Castelli Romani. Un violentatore seriale passato alle cronache come lo 'Stupratore di Velletri'. A distanza di un anno dalla sua cattura il Tribunale di Velletri ha emesso  la prima sentenza a carico di Maher Djebali, il 27enne tunisino ritenuto responsabile di almeno due violenze perpetrata a danno di due giovani donne il 2 ed il 20 febbraio del 2013. L'uomo, già recluso nel carcere di Viterbo, è stato riconosciuto colpevole di "violenza sessuale", "sequestro di persona", "rapina" e "percosse".

GIORNI DI PAURA AI CASTELLI ROMANI - La sera del 10 febbraio una studentessa, si trovava a bordo della propria autovettura parcheggiata nella centralissima piazza Garibaldi,  per fare rientro a casa dopo una serata trascorsa con le amiche, quando è stata aggredita da un uomo piuttosto alto, sicuramente straniero, con il volto parzialmente travisato dal collo del maglione. Questi, minacciando la ragazza con un coltello, è salito a bordo dell’autovettura  della donna ponendosi alla guida, colpendola  violentemente con un pugno al volto e costringendola  a rannicchiarsi sul pianale lato passeggero.

SECONDA FUGA A PIEDI - Maher Djebali ha guidato per un breve tratto raggiungendo un parcheggio ubicato su via dei Volsci  dove si è fermato, ha violentato la ragazza e le ha rubato un telefono cellulare. Al termine del rapporto sessuale, l’aggressore si è rimesso alla guida e dopo aver fatto un largo giro, allo scopo di confondere la vittima è sceso dal veicolo ed è fuggito a piedi.

LA PRIMA VIOLENZA - La violenza, che ha suscitato subito clamore e paura in tutta la comunità della cittadina dei Castelli, ha presentato agli investigatori della Squadra Mobile delle analogie con un altro episodio avvenuto qualche giorno prima, il 2 febbraio, a una donna aggredita, di pomeriggio, sempre all’interno di un parcheggio, da un cittadino straniero. L’individuo, dopo essere salito a bordo della vettura, minacciando la donna con un coltello, l’ha costretta a guidare per chilometri, fino a un luogo in aperta campagna dove l’ha violentata e rapinata della  fede nuziale e di alcune decine di euro.

LE INDAGINI - Concluso l’atto di violenza, l’individuo si è fatto ricondurre in auto a Velletri, facendosi lasciare dalla vittima in una via poco distante dal cimitero comunale. L’indagine condotta dagli investigatori della Squadra Mobile, coordinata dalla Procura di Velletri, ha interessato entrambe le brutali aggressioni facendo emergere i vari punti di contatto. Importante il lavoro investigativo svolto utilizzando le tecniche più avanzate per poter rintracciare il cellulare rapinato alla seconda vittima.

INCASTRATO DAL CELLULARE - L’apparecchio è stato rintracciato e trovato in possesso di un 35enne cittadino marocchino, anch’egli da tempo abitante ai Castelli Romani, amico del presunto violentatore. Anche per lui sabato sera, si sono aperte le porte del carcere quando è stato eseguito il fermo per il reato di ricettazione. Il Gip di Velletri però non rinvenendo a carico di Aziz Fadir alcun indizio di colpevolezza, relativamente ai reati di cui è accusato Maher, non ne ha convalidato l'arresto. "Aziz Fadir -  precisarono i suoi legali Alessandro Lupi e Fabrizia Colacchi subito dopo l'arresti di Djebalii - è totalmente estraneo ai fatti oggetto di indagine. Sin da subito il Gip ha ravvisato la sua estraneità e, contrariamente a quanto comunicato dagli organi di polizia, non si trova in stato d'arresto".

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