Martedì, 15 Giugno 2021
Cronaca Bologna / Largo Guido Mazzoni

Studenti a Tiburtina, dal corteo alla "trappola": "Noi, sequestrati e identificati"

Studenti accerchiati dalle forze dell'ordine a Tiburtina e costretti ad andar via dal corteo facendosi fotografare e identificare: la maggior parte erano minorenni

Manifestazione contro il divieto di manifestare: con questa idea oggi il lato più giovane dei contestatori, quello degli studenti delle scuole superiori, si è dato appuntamento alla stazione Tiburtina per dar vita a un corteo, non autorizzato, che però non è mai partito. Dopo una mattinata trascorsa passando dal piazzale antistante la stazione Tiburtina a Largo Mazzoni, quello dove ci sono i capolinea degli autobus, il “non corteo” è stato sciolto in un modo quasi grottesco se non surreale: gli studenti in fila indiana che scorrono via dal piazzale passando tra gli agenti che li fotografano per poterli identificare.

Quello che doveva e voleva essere un corteo per affermare il diritto alle manifestazioni si è trasformato in una trappola: gli studenti sono stati accerchiati dalle camionette delle forze dell'ordine, presenti con polizia, carabinieri e guardia di finanza e sono stati quasi costretti a rimanere nel piazzale fino a quando sono usciti nella modalità concertata da politici, polizia e qualche ragazzo più grande di quelli più piccoli e spauriti.

I ragazzi volevano andar via ormai stanchi della giornata infruttuosa e tra frasi del tipo: “Ho fame”, “Domani mi interroga filosofia” e “Voglio andare a casa” rimanevano lì nel piazzale bloccati dal timore di passare da soli tra gli agenti e dalla paura di essere fermati e identificati. Alcuni parlamentari e consiglieri capitolini sono intervenuti cercando di mediare con le forze dell'ordine, ma c'è stato ben poco da fare: il questore è stato irremovibile e quel centinaio di ragazzini spaventati dall'interrogazione del giorno dopo e da una possibile denuncia sono stati identificati.



Quello dell'identificazione è stato infine l'ultimo aspetto di una rigorosità “dell'ordine pubblico applicato ai cuccioli perché non si trovavano le madri”. I ragazzi accerchiati hanno atteso che i grandi decidessero il da farsi, ovvero se passare in blocchi da 30 o in fila indiana e, dopo una mediazione di quasi un'ora, si è optato per la fila indiana. Intanto si sentivano altri commenti: “Ci hanno accerchiato”, “Voglio tornare a casa ma non fanno passare”...

I manifestanti sono stati fatti passare in mezzo a due blindati che si trovavano parcheggiati lì sulla strada uno accanto all'altro. E loro, ormai consapevoli della trappola in cui hanno accettato di cadere, sono passati davanti agli obiettivi con l'incoscienza della giovane età: alcuni coprendosi, altri salutando, molti col volto contratto dalla rabbia.

Intanto su Twitter si scatena la protesta, quella virtuale, più sicura, comoda e che raggiunge tutti. In molti parlano di circa 120 ragazzi identificati, in tanti gridano la morte della libertà. Per il momento la questura non commenta e non fornisce dati ufficiali.
 

Manifestazione degli studenti a Tiburtina: si sfida divieto della questura



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