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Tavolino selvaggio, la novità: "Strisce verdi per delimitare lo spazio consentito"

E' quanto annunciato da Fabrizio Panecaldo, coordinatore della maggioranza Pd in Campidoglio. "Marino a settembre impartirà le direttive"

Strisce verdi per delimitare l'occupazione di suolo pubblico consentita. A lanciare la novità con un tweet è il coordinatore della maggioranza Pd in Campidoglio, Fabrizio Panecaldo, in risposta alla provocazione lanciata dal blog Romafaschifo. "Il problema delle occupazioni di suolo pubblico si risolve banalmente dipingendo a terra i mq concessi. Scommettete che non lo faranno mai?". E invece sì, "@ignaziomarino a settembre impartirà le direttive sul tema". 

Ancora nessun dettaglio sull'iniziativa, ma la promessa è stata fatta, e potrebbe effettivamente mettere fine alla 'guerra' in corso sul fronte del 'tavolino selvaggio'. Caldissime a tal proposito le ultime settimane. A partire da fine luglio non si contano più i blitz della Polizia Municipale contro ristoranti e bar del centro storico. 

L'UOVO DI COLOMBO - Positivo il commento di RomafaSchifo, da sempre molto attento al tema delle occupazioni di suolo pubblico: "Sarebbe davvero l'uovo di Colombo: gli abusi sarebbero evidenti a colpo d'occhio non solo da parte delle forze dell'ordine e dell'amministrazione ma anche e soprattutto dai consumatori che così avrebbero la chiara evidenza se si stanno sedendo su un tavolino regolare, che paga le tasse ed è autorizzato oppure su un dehors completamente illegale, che evade le imposte. Ma questa disciplina potrebbe essere davvero rivoluzionaria anche per i posteggi degli ambulanti. Fermo restando che queste aree dovrebbero diminuire nettamente - basti vedere come sono ridotte strade come Viale Trastevere, Via Cola di Rienzo per tacere delle consolari dove ormai neppure si può camminare più -, però sarebbe veramente una svolta poter avere chiara visualizzazione delle bancarelle che, pur pagando per 16 mq allestiscono ogni mattina autentici negozi ambulanti grandi il doppio. Le strisce verdi sono uno dei (peraltro tanti!) provvedimenti a costo zero che possono cambiare faccia alla città. Avvicinarsi ad un modello di smart city attraverso un barattolo di vernice? Paradossale, ma vero".

I BLITZ - Particolarmente colpita da ordinanze di chiusura, multe e rimozioni, piazza Navona, dove gli esercenti sono risultati non in regola con i Piani di Massima Occupabilità redatti dal I Municipio. L'ultima operazione del gruppo Spe (Sicurezza Pubblica ed Emergenziale) del comandante Antornio Di Maggio risale al 14 agosto, in via di Tor Millina. Quattro le occupazioni rimosse di tavoli, sedie e ombrelloni, con gli applausi ironici dei commercianti, da settimane sul piede di guerra. 

Come per piazza Navona, anche nella piccola via adiacente, non sono mancate proteste delle associazioni di categoria. Duro il commento di Fabio Mina, presidente della Lupe Roma. "Non è in discussione il rispetto delle regole, ma non si può far chiudere un esercizio a ridosso di ferragosto, in un periodo cruciale per attività commerciali di questo tipo".

Mina parla di accanimento: "Il confine tra azione doverosa e accanimento è sottile, la scelta di tempo di un intervento simile può forse essere casuale ma di sicuro ha conseguenze economiche pesanti. Così si condanna un esercizio alla chiusura". Forse le strisce verdi sono davvero la soluzione. 

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