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Lunedì, 11 Dicembre 2023
Cronaca Torrino / Viale Degli Astri

Strage di Ardea, il sindacato dei vigilanti: "Tragedia annnunciata"

Tragedia compiuta con l'arma del padre deceduto. Pignani per il triplice omicidio ha usato la pistola del padre, guardia giurata, non censita. L'appello di Vincenzo del Vicario al Ministero dell'Interno

Vincenzo del Vicario, Segretario Nazionale di Savip (Sindacato Autonomo Vigilanza Privata) ha emesso un comunicato sulla tragedia di Ardea.

Ad Ardea, domenica 13 giugno è stata una una giornata di follia. Andrea Pignani ha prima ucciso un uomo di 74 anni e due fratellini di 5 e 10, e poi si è tolto la vita. La tragedia ha rimesso in primo piano il tema della detenzione delle armi e i controlli dei medici sulle persone con disagi psichici. Pignani era figlio di una guardia giurata morta lo scorso inverno. L'arma era detenuta legalmente dal padre di Pignani, ma non è stata segnalata alle forze dell'ordine dopo la sua morte ed è rimasta non censita. Proprio quell'arma è stata usata da Pignani per commettere il triplice omicidio. 

Questo ha spinto il Segretario di Savip ad emettere un comunicato in chiede l'intervento del Ministero dell'Interno per evitare che si ripetino delle "tragedie già annunciate" come quella che colpito Ardea. 

Il comunicato

"Il gravissimo episodio avvenuto oggi ad Ardea è l’ennesimo di una serie di altrettanto sanguinosi fatti a seguito dei quali lo stato non ha assunto iniziative preventive di alcun genere" esordisce Vicario che chiede l'intervento del Ministero dell’Interno "per garantire, con sistemi automatizzati e interconnessi il controllo effettivo e il monitoraggio dei detentori delle armi”.

Vincenzo del Vicario trova scandaloso come “dopo la morte dell’ex guardia giurata (padre di Pignani, ndr) nessuno si sia preoccupato di ritirare armi e munizioni agli eredi, soprattutto dovendosi conoscere le condizioni in cui versava il giovane”.

Il messaggio d'allarme lanciato dal Segretario di Savip è sulla mancanza di un "sistema informatizzato di controllo, promesso e per il quale erano stati spesi ingenti fondi pubblici”. E aggiunge "gli stessi accertamenti medici, con intervalli estremamente estesi, sono svolti secondo procedure risibili, prive di qualsiasi affidabilità e rimessi ad un circuito medico che, forse più orientato al profitto economico che all’accuratezza, non è in alcun modo controllato. Inoltre, sempre per favorire l’industria armiera, è consentito il possesso di un numero illimitato di armi lunghe e delle loro munizioni".

In conclusione Vicario riporta alla memoria la sparatoria di Guidonia del 4 novembre 2007, che “nulla ha insegnato, lasciando che persone che patiscono un disagio psichico siano lasciate senza controllo, mettendo in pericolo rovinando la propria vita e quella delle incolpevoli famiglie”.

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