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Domenica, 23 Gennaio 2022
Cronaca

Stop ai motorini euro 1 in centro a Roma: le associazioni chiedono una deroga

Come accaduto lo scorso anno Confindustria ANCMA e Federazione Motociclistica Italiana (FMI) chiedono di rinviare il blocco dei motorini euro 1. Visconti e Alemanno lo scorso anno diedero una proroga. Cosa farà ora Marino?

Ad un anno dalla concessione della deroga al blocco dei motorini Euro 1 all'interno dell'anello ferroviario e a 20 giorni dall'entrata in vigore del blocco, le associazioni del settore tornano a chiedere un nuovo provvedimento che sposti l'entrata in vigore del provvedimento. Parliamo della legge, varata dal Comune di Roma, che stabilisce il blocco dei veicoli euro 1 all'interno dell'anello ferroviario a decorrere dal 1 novembre 2013. Il provvedimento riguarda le moto e i ciclomotori, senza alcuna deroga o distinzione tra motori 2 o 4 tempi.

L'anno scorso l'assessore all'ambiente Marco Visconti e il sindaco Gianni Alemanno concessero una deroga. L'effetto fu di spostare a quest'anno il problema. E puntuali Confindustria ANCMA e Federazione Motociclistica Italiana (FMI) tornano a chiedere 'indulgenza' a Marino.

“Se il 31 ottobre 2013 non dovesse essere rinnovata la deroga concessa dal Comune di Roma si prospetta un quadro catastrofico e fortemente penalizzante per tutti coloro che quotidianamente si spostano in città, per andare a lavorare o raggiungere la scuola”, attaccano le associazioni.

Le due associazioni  lamentano come “ad oggi l'amministrazione capitolina non abbia risposto ai loro appelli” e, soprattutto, “alle esigenze dei novantamila cittadini che, in un periodo storico di forte crisi economica, sarebbero impossibilitati a svolgere le proprie mansioni. È innegabile infatti - prosegue la nota congiunta - che la maggior parte dei cittadini sceglie le due ruote perchè rappresentano l'unica soluzione concreta per le esigenze di movimento”.

“Il caso romano è sintomatico - sottolineano - di un atteggiamento 'dogmatico e di fastidio che molte amministrazioni locali manifestano nei confronti dei mezzi a due ruote e dei loro utilizzatori, senza tenere in nessuna considerazione gli enormi vantaggi in termini di smaltimento del traffico e, conseguentemente, di riduzione dell'inquinamento dell'aria che scooter e moto assicurano alla collettività”.

Le due associazioni precisano inoltre che “in una fase economica di grave sofferenza per le famiglie italiane, sono inimmaginabili provvedimenti restrittivi dell'utilizzo di mezzi che offrono ai propri utilizzatori costi di gestione contenuti (circa 300 euro all'anno considerando uno scooter che percorre circa 5.000 km ed escludendo i costi assicurativi)». E aggiungono: «ricordiamo che disincentivare l'utilizzo dei mezzi a 2 ruote significa incoraggiare l'uso dell'auto, con le evidenti conseguenze su traffico e inquinamento, oppure mettere in crisi la rete di trasporto pubblico, già gravata da un'endemica carenza di risorse”.

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