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Sabato, 13 Aprile 2024
Cronaca Tor Bella Monaca / Largo Ferruccio Mengaroni

Strage di Bologna: cade da una palazzina, muore Stefano Sparti. Smentì le accuse del padre a Mambro e Fioravanti

Per quella testimonianza, ritenuta falsa, era imputato a Bologna. Sulla sua morte indaga la polizia

Giallo a Tor Bella Monaca. Giovedì mattina un uomo di 53 anni è morto dopo essere precipitato da una palazzina di largo Ferruccio Mengaroni. Si tratta di Stefano Sparti, noto alle cronache per essere il figlio di Massimo, accusatore di Giusva Fioravanti e Francesca Mambro per la strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980. Proprio quelle accuse Stefano Sparti le aveva contestate e smentite e, proprio per questo, dopo essere finito indagato nel 2018, era stato rinviato a processo dal Gup di Bologna, Alberto Ziroldi, insieme con Luigi Ciavardini e Vincenzo Vinciguerra. L'accusa di cui era chiamato a rispondere era falsa testimonianza. Un processo che, il prossimo 24 febbraio, avrebbe vissuto un'udienza nel quale sarebbe stati sentiti i primi testimoni. 

Uno degli avvocati di Stefano Sparti, Francesco Dalaiti, raggiunto da RomaToday, commenta: "Apprendo con estremo dolore la notizia e reputo ogni ulteriore commento superfluo. È una tragedia". 

La tragedia si è consumata intorno alle 11:00 di giovedì 26 gennaio quando il corpo di Stefano Sparti è stato trovato privo di vita nel cortile interno di una palazzina di largo Ferruccio Mengaroni. A chiamare il 112 i condomini del civico 20 del complesso di case popolari dopo aver udito un rumore sordo dai loro appartamenti. Nessuno però ha visto il corpo del 53enne precipitare nel vuoto. 

Constatato il decesso di Sparti, gli agenti del VI distretto Casilino di polizia sono saliti nell'appartamento dove l'uomo viveva da solo, risultato chiuso dall'interno e senza nessun segno di effrazione. Nell'abitazione ed indosso all'uomo non sarebbero stati trovati messaggi o lettere. Al momento gli investigatori non escludono nessuna ipotesi, anche se quella del gesto volontario appare, secondo i primi riscontri, la più verosimile.

L'accusa di falsa testimonianza

Inizialmente erano 12 i testi accusati dalla Procura di falsa testimonianza e reticenza per alcune dichiarazioni rese durante il processo Cavallini, ma poi le altre posizioni sono state archiviate. 

Nello specifico, Sparti rispondeva di falso per alcuni passaggi della testimonianza resa il 12 dicembre 2018, caratterizzata da numerosi "non ricordo". Tra questi, l'accusa ricordava quello relativo alla visita in ospedale al padre tre giorni prima della morte di quest'ultimo, ospedale del quale Stefano Sparti "non sapeva nè dove fosse e come si chiamasse". E in quell'occasione, ricordava poi la Procura, quando Sparti chiese al padre "perché avesse testimoniato il falso sulla strage ('Fioravanti e Mambro erano alla stazione in abiti da turisti tedeschi')", quest'ultimo, "che aveva dolori lancinanti, soffrendo le pene dell'inferno", gli aveva risposto che "non potevo fare altrimenti e l'ho fatto per voi'". 

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