A Termini è emergenza vera, tra "pizzo" alle macchinette e borseggi sulle banchine

Il Gip che indaga su uno stupro avvenuto nell'area dello scalo, ha inviato un'ordinanza a Marino in cui si fa riferimento alle condizioni di "insicurezza" della stazione. Di ieri la riunione del Comitato per l'ordine e la sicurezza

Accattonaggio, borseggi, molestie, minacce. La Stazione Termini è terra di nessuno. C'è chi aiuta i turisti a fare il biglietto alle macchinette, e poi chiede il "pizzo", chi si improvvisa facchino di fortuna e senza neanche darti il tempo di capire cosa accade ti porta il bagaglio fino al treno, salvo minacciarti di tenerselo se non paghi. 

L'ultima sono i "pali" alle portiere dei convogli, pronti a sfilarti borsa e valigie a pochi secondi dalla partenza. Tutte situazioni che, nonostante le denunce di cittadini e personale che lavora nello scalo, da sole, non sono state sufficienti a lanciare l'allarme. 

L'ORDINANZA DEL GIP - Serviva il richiamo del Tribunale per sollevare il polverone. La Procura, che indaga su un presunto stupro subito da una turista inglese nell'area della stazione, lo scorso 19 maggio, ha approfittato per inviare un'ordinanza al sindaco Marino, in cui si parla chiaramente di “insicurezza di posti pubblici quali la stazione Termini”. Il Gip, Rosaria Monaco, ha inoltre invocato un adeguato intervento, con il potenziamento “di agenti e vigilanza”.

"INSUFFICIENTE ALLONTANARE GLI ABUSIVI" - Anche se fin'ora, l'intervento delle forze dell'ordine non sembra aver portato soluzioni radicali al fenomeno, che in stazione resta ben visibile. Questuanti delle macchinette, truffatori di bagagli e borseggiatori vengono denunciati e allontanati con fogli di via, ma tornano pronti a riprendere le loro postazioni.

L'azienda dei trasporti romana ci tiene a sottolineare che nelle stazioni della metropolitana, Termini compresa, i controlli ci sono. "Da gennaio al 31 maggio, in particolare, la security Atac ha eseguito oltre 40 mila allontanamenti di soggetti “abusivi” all’interno della metropolitana". Ma non bastano. Anche Ferrovie dello Stato lamenta la carenza di strumenti legislativi per garantire l'ordine pubblico. 

FERROVIE DELLO STATO - "E' come se il nostro ordinamento giuridico -ha dichiarato il responsabile di Protezione aziendale del Gruppo FS Italiane, Franco Fiumara - si mostrasse incapace di produrre effetti concreti, tanto da aver ingenerato in queste persone la convinzione, forse corretta, di poter continuare ad agire impunemente". Quel che invece "non si percepisce è la frustrazione di chi prova a far rispettare le regole del vivere civile, e a prevenire e reprimere i reati con strumenti che appaiono però spuntati". E allora come procedere? 

IL COMITATO - Di ieri pomeriggio la riunione del Comitato per l'ordine e la sicurezza, alla presenza dei principali  soggetti atti ad applicare misure che garantiscano l'ordine pubblico in città.  Questura, Vigili Urbani, Comando provinciale dei Carabinieri, Polfer e la delegata alla sicurezza, Rossella Matarazzo. 

Si è fatto il punto sul caos che sta assediando la stazione e si è scelto innanzitutto di intensificare i controlli, con agenti, militari in borghese e vigilantes di Ferrovie dello Stato attivi h24. Ma non finisce qui. A una settimana dalla nuova organizzazione si tireranno le somme: il 30 luglio è in programma un'altra riunione del Comitato. Stavolta sono invitati proprio tutti, anche il sindaco e il prefetto.

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