Cronaca

"Sportello Donna" al San Camillo: "Una struttura condannata a morte"

La convenzione tra Regione Lazio e la cooperativa che lo gestisce è scaduta a novembre. Nel frattempo il servizio è ancora aperto, a orario ridotto, grazie al lavoro non retribuito di 7 dipendenti. Il Pd: "Una struttura all'avanguardia condannata a morire"

Una condanna quasi certa sia per il servizio che per i dipendenti. Un futuro appeso a un filo che è sul punto di spezzarsi. Per quanto tempo ancora potrà stare aperto lo "Sportello Donna" del San Camillo considerando che è tenuto in vita da sette dipendenti che da novembre non vengono pagate? Il servizio fa parte del Pronto Soccorso dell'ospedale e ha intercettato in due anni 700 pazienti tra donne vittime di violenza, adulti e minori che hanno subito maltrattamenti offrendo loro assistenza psicologica. Una struttura considerata all'avanguardia a livello europeo che rischia di chiudere i battenti perché non ci sono soldi.



I primi di novembre è scaduta la convenzione biennale della Regione Lazio che ha finanziato il progetto in collaborazione con la cooperativa Be Free. Dal quel giorno ci sono sette dipendenti che lavorano senza essere pagate tenendo aperto il servizio con un orario ridotto. Il gruppo Pd della Regione Lazio ha seguito attentamente la vicenda e ci spiega come fa l'ambulatorio a stare in piedi.

"Le operatrici mantengono aperta la struttura dalle 10 alle 17 e percepiscono solo 10.000 euro dall'Eni. Per quanto potranno ancora continuare? Lo "Sportello Donna" è destinato alla chiusura a breve se non arrivano le risorse. Tutti dicono, e sottolineo dicono, di non avere soldi. Intanto una delle strutture più all'avanguardia nel campo dell'assistenza psicologica richia di scomparire". La peculiarità del servizio, a cui i cittadini pare dovranno rinunciare, è "la stretta connessione con la struttura ospedaliera. La maggior parte degli utenti dello Sportello infatti vengono mandati dal Pronto Soccorso. Per non parlare poi dell'efficienza: era aperto 24 ore su 24, 365 giorni l'anno".

"Dopo 2 anni di attività e quasi 700 donne aiutate, dopo 2 anni di vita di un servizio unico in Italia e in Europa, dopo aver risolto centinaia di casi estremamenti critici. Nonostante questo le operatrici dello Sportello Donna scelgono la responsabilità sociale e politica di mantenere questo servizio aperto tutti i giorni dalle 10 alle 17". Si legge su un cartello appeso all'entrata. Così gli utenti sanno perché da 24 ore di assistenza si è passati 7 e perché, forse, a breve, non ce ne sarà più neanche una.

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