Mercoledì, 22 Settembre 2021
Cronaca Pinciano

"Mentre il Campidoglio pensa al Natale 2021 la Baby Little Home è ancora chiusa"

Ancora chiusa e inutilizzata la nursery a Villa Borghese realizzata con l'albero del 2018; l'assessore Fabiano: "Gestione bassa e approssimativa". Figliomeni (FDI): "Amministrazione arrogante e sorda"

Foto Assessorato Ambiente, Decoro, Verde pubblico - II Municipio - Facebook

E' stata fatta partire, tramite memoria di giunta, la procedura che porterà all'installazione dell'albero di Natale 2021 in piazza Venezia a Roma: su Roma Today abbiamo dato conto dei dettagli del nuovo volto di "Spelacchio", che anche per quest'anno sarà eretto senza sponsor tecnici. Ma l'apertura della procedura è occasione per ricordare alla giunta di Virginia Raggi che un dossier connesso al Natale 2017 rimane ancora aperto, e con lui la pessima figura della prima edizione dell'albero spelacchiato. 

Nel Natale 2017 arrivò dalla Val di Fiemme un abete non molto in salute, divenuto poi una sorta di icona pop e ribattezzato, appunto, Spelacchio. Per rimediare alla brutta figura la comunità trentina aveva firmato un accordo con cui il legno era stato utilizzato per realizzare una nursery, una "Baby Little Home" da installare a Villa Borghese. Virginia Raggi disse: "Vogliamo fare di questa star internazionale un esempio concreto di riuso creativo, perché tutto può tornare a nuova vita. Un modo concreto per dimostrare al mondo che Roma vuole essere sostenibile e persegue con convinzione la strada del riuso, riciclo e recupero di materia". La casina venne realizzata e installata a pochi metri dal Tempio di Diana: il problema è che non è mai stata utilizzata ed è, da allora, transennata e inagibile. 

Lo ricorda per primo Rino Fabiano, assessore al Verde del II Municipio della giunta di Francesca del Bello, in un post andato online su Facebook: "La casetta arrivò puntuale nel 2018 e venne posizionata nel cuore di una delle più belle e turistiche Ville Storiche d'Europa ,Villa Borghese, accanto la bellissima ludoteca e a due passi dalla meravigliosa Piazza di Siena. La casetta sta lì dal 2018 e nessuno si è mai preso la briga di attivarla. È chiusa, abbandonata a sé stessa ne più e ne meno che come colui che l'ha generata cioè Spelacchio . Ai tempi ci venne detto che bisognava solo fare uno scavo per acqua e luce e che sarebbe stata assegnata alla gestione della vicina ludoteca ampliando dunque i servizi della stessa. Nulla il nulla del nulla è stato fatto". Ancora: "C'è da dire che di mamme con bambini piccoli da tutto il mondo a Villa Borghese ne passano migliaia e che quindi il servizio sarebbe anche tuttora utile. Niente neanche questo argomento ha smosso i Direttori del Dipartimento Tutela Ambiente di Roma Capitale, che in molti si sono alternati a ricoprire questa carica istituzionale , a muovere un dito per aprire il fasciatoio e per dare la dovuta dignità a "Spelacchio" chiudendo così la triste vicenda del 2017". 

Continua Fabiano: "La Sindaca forse neanche saprà di questo pasticcio o magari lo sa ma ritiene la vicenda marginale al cospetto degli interventi spot che sta facendo per il suo consenso personale su tutta Roma. Davanti ad una simile sciatteria istituzionale e ad una tale mancanza di rispetto nei confronti di Roma e della generosa Val di Fiemme mi chiedo se possa esistere un livello più basso, approssimativo di amministrare Roma. Scusaci "Spelacchio" tu ce l'hai messa tutta a riscaldare il nostro Natale e in seguito a provare a riscaldare dei bambini ed il loro latte ma hai trovato sulla tua strada persone incapaci, sprezzanti e presuntuose che purtroppo ti hanno ucciso due volte". Sullo stesso tema interviene anche Francesco Figliomeni, in una nota diffusa dalla vicepresidenza dell'Assemblea Capitolina; l'esponente di Fratelli d'Italia spiega: "Una brutta pagina che ci fa venire subito alla mente un’altra triste vicenda, da noi prontamente denunciata, come lo stato di abbandono del Giardino della Giustizia, che fu inaugurato in pompa magna con il Ministro e poi completamente dimenticato con le piante morte più volte per abbandono e con loro gli eroi dell’antimafia che avrebbero dovuto rappresentare. Un’amministrazione arrogante e sorda che, anziché chiedere scusa, grida al complotto o allo scarica barile quando le cose vanno male o alle coincidenze quando vengono colti in castagna nell'uso spregiudicato delle istituzioni. Ecco la metamorfosi dei ‘portavoce’ una volta giunti al potere. Intanto ai cittadini e all'opinione pubblica restano ulteriori immagini di degrado e l'ennesima brutta figura dell’istituzione capitolina"

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