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Cronaca Tor Bella Monaca / Via Bruno Cirino

Funzionaria municipale nega la sanatoria e la collega le fa incendiare l'auto, incastrata dai messaggi vocali

L'atto intimitadorio al parcheggio del municipio delle Torri. Due le persone finite in manette

"Me sta proprio a ca** er ca***". Un messaggio eloquente, un vocale che la mandante di un atto intimidatorio ha inviato a un'amica poco prima che - assieme all'esecutore materiale della vendetta - desse fuoco all'auto di una dipendente di un ufficio tecnico del municipio, colpevole di aver dato parere negativo a una domanda di permesso a costruire in sanatoria alla richiesta della donna, una quarantenne. Era il 22 luglio dello scorso anno quando l'incendio doloso distrusse due auto lasciate in sosta in via Bruno Cirino, nell'area di parcheggio del VI municipio delle Torri, a Tor Bella Monaca. Un violento rogo, appiccato con la benzina, nel corso del quale venne distrutta non solo la vettura della funzionaria - una Citroen - ma anche una seconda vettura (una Audi) con le fiamme che  danneggiarono una Nissan parcheggiata vicina. A distanza di oltre un anno è stata la polizia a chiudere il cerchio arrestando la mandante della spedizione punitiva, una donna romana in passato collega della vittima, e l'autore materiale dell'incendio,  44enne romano pluripregiudicato. Sono accusati di incendio doloso. 

Le immagini dell'incendio doloso 

A incastrare il diabolico duo le indagini degli investigatori della polizia giudiziaria presso la procura di Roma. Intercettazioni, testimonianze, pedinamenti e immagini video. Questi gli elementi che hanno portato il gip a emettere l'ordinanza di custodia cautelare in carcere per l'uomo e la quarantenne dipendente del municipio di viale Duilio Cambellotti. Sono infatti state proprie le telecamere di sorveglianza di Tor Bella Monaca a offrire un primo quadro indiziario. È la mattina del 22 luglio quando l'occhio elettronico di via Bruno Cirino riprende una Fiat  percorrere via Domenico Parasacchi con una donna alla guida e un uomo come passeggero. La macchina si ferma in via Cirino, e dalla stessa scende un uomo. Felpa nera con cappuccio alzato, una maglia bianca infilata sotto, dei bermuda gialli e scarpe bianche da ginnastica - tutti capi firmati. In mano una busta bianca con dentro una bottiglia. L'uomo si dirige rapidamente vicino a una Citroen, la cosparge di benzina e gli da' fuoco. Un incendio veloce che nel volgere di pochi secondi investe anche la macchina in sosta vicina, danneggiando la fiancata di una terza vettura. Provvidenziale l'intervento dei vigili del fuoco che evitarono il propagarsi delle fiamme. 

L'auto al distributore di carburante

Nonostante il volto non visibile, l'incendiario risulta claudicante, con una evidente andatura dinoccolata e vistosi tatuaggi su tutto il corpo. Da qui la visione delle telecamere dei distributori di carburante della zona dalle quali il quadro indiziario si fa più evidente. Poco prima infatti la stessa Fiat viene ripresa al benzinaio del vicino viale di Tor Bella Monaca. A bordo una donna e quell'uomo, che viene ripreso mentre riempie una bottiglia con della benzina per poi risalire sull'auto alla cui guida c'è sempre la stessa donna. 

Incendio auto via Cirino

Il permesso per accertamenti sanitari

Le immagini consentono di risalire al proprietario dell'auto, risultato poi essere il marito della quarantenne in quel momento in vacanza al mare fuori Roma, ma senza la moglie. Proprio quest'ultima è risultata poi essere assente dal luogo di lavoro, ufficialmente per un "permesso per accertamenti sanitari". 

Gli abiti usati dall'incendiario 

Dato un nome a coloro che utilizzano la vettura individuata dalle videocamere - marito in vacanza e moglie in città -  a incastrare la donna sono stati anche i messaggi e le telefonate intercorse fra la stessa con l'uomo assoldato per appiccare l'incendio e con un'amica, con la quale si era sentita sia telefonicamente che tramite messaggi vocali. Identificato l'uomo con l'andatura dinoccolata, nella cui casa la polizia ha poi trovato i vestiti utilizzati il giorno della spedizione punitiva, le indagini si sono quindi concentrate sulla mandante dell'atto intimidatorio. 

I messaggi con l'amica

Gli inquirenti hanno quindi concentrato le loro attenzioni sulla donna che si trovava alla guida della Fiat. In particolare dei messaggi vocali, che poche ore prima dell'incendio la stesa si era scambiata con un'amica: "Quella c*** de (cognome della funzionaria ndr),"me sta proprio a ca** er c**** sta brutta ba******". Poi la risposta dell'amica: "Ma perchè 'sta str*** nun te vo' firma'? A lei che je viene in tasca de firma' 'na proroga? E' proprio una str****".

In manette mandante e incendiario 

Concluse le indagini lo scorso 7 settembre la polizia ha quindi dato esecuzione dell'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa per il delitto di incendio doloso, a carico dei due indagati che "hanno mostrato di essere capaci di porre in essere condotte tipiche dalla criminalità organizzata in caso di torti". 

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